Fontana “apre” alla legge sul fine vita: «Giusto che arrivi in aula»

Il governatore lombardo non si oppone alla discussione sulla proposta di legge, già bocciata in Veneto, per regolamentare l'aiuto medico alla morte volontaria. Il Pd: «Fatto positivo».

Milano. «Ho letto la dichiarazione di Attilio Fontana sul portare in aula il progetto di legge di iniziativa popolare sul fine vita: se è un modo per dire che la destra non tenterà di ostacolarla mettendone in discussione la legittimità, come invece ha fatto sul referendum sanitario, ma che a tempo debito se ne discuterà in aula nel merito, è un fatto positivo. Mi auguro che prevalga lo spirito di un confronto aperto e trasparente e non il tentativo di impedirla sul nascere». Lo ha dichiarato Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale della Lombardia.

In merito alle firme depositate per una legge sul Fine vita anche in Lombardia “la nostra posizione – ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della conferenza stampa sul tema ‘Quota del fondo sanitario nazionale spettante alla Lombardia per il 2023’ – è di portare (la proposta di legge) in Consiglio e di fare tutte le valutazioni che è necessario fare, partendo dal presupposto che sono temi etici estremamente delicati e che quindi si dovrà dare a ciascun consigliere la libertà di esprimere quello che è il proprio punto di vista».
«Come è arrivata in aula in Veneto, penso che arriverà anche qui. Comunque io mi rimetto a quelle che saranno le decisioni dell’organo a cui è sottoposta la valutazione del caso. Non ho letto la proposta di legge – ha concluso – quindi non so se ci sono elementi tali che possono determinare la non sottoposizione all’aula».

«Il mio voto sarà favorevole al progetto di legge» ha detto il consigliere regionale lombardo di Forza Italia, Giulio Gallera. «Apprezzo la posizione del presidente Attilio Fontana e l’apertura della giunta regionale affinché la legge sul fine vita sia discussa in Consiglio regionale con piena libertà di voto. Annuncio sin d’ora il mio voto favorevole al progetto di legge, a tutela della libertà di scelta di ciascun cittadino».

L’associazione Luca Coscioni ha infatti depositato al Consiglio regionale della Lombardia le 8181 firme raccolte per portare in Aula la proposta di legge, già bocciata in Veneto, per regolamentare l’aiuto medico alla morte volontaria. «Ritengo che ad ogni cittadino debbano essere garantite le migliori cure possibili e posso assolutamente testimoniare che la Lombardia è la Regione più avanzata a livello nazionale per le cure palliative e l’assistenza ai malati terminali» ha aggiunto Gallera, ex assessore regionale al Welfare.
«Da liberale, tuttavia – prosegue – ritengo che le istituzioni non debbano sostituirsi al cittadino e alla sua libertà di scegliere quando porre fine alle terapie. Il mio impegno, in questo ambito, è sempre stato chiaro e ben delineato: due anni fa avevo anche raccolto le firme e sostenuto il referendum sull’eutanasia legale che avrebbe abrogato parzialmente la norma del codice penale sulla ‘morte volontaria’». E comunque «ho appreso con amarezza che i consiglieri di Forza Italia del Veneto – conclude Gallera – hanno espresso un voto contrario alla proposta di legge sul fine vita. Auspico invece che i colleghi consiglieri regionali del centrodestra in Lombardia e del mio partito in particolare decidano di sostenere e approvare il testo di legge, nel momento in cui lo stesso arriverà all’esame dell’Aula».

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