"Come mai comprano attività non redditizie a prezzi fuori mercato?".


(red.) L'associazione BresciaIn, che raggruppa intorno a sè commercianti e residenti del centro storico, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica della nostra città in cui si chiede che siano predisposti una serie di accertamenti sulle attività commerciali gestite a Brescia da cittadini cinesi.
Secondo il sodalizio, infatti, sono molte le anomalie che saltano agli occhi. "Ad esempio", si legge nelle righe dell'esposto, "alcune di queste attività sono state acquistate a valori superiori al prezzo di mercato, in locali con canoni di affitto superiori al prezzo di mercato o con acquisizioni immobiliari superiori al prezzo di mercato".
Ancora più strano, però, sarebbe il fatto che molti di questi negozi sono gestiti da persone che non parlano la lingua italiana, sono sempre vuoti e non frequentati, e spesso si trovano vicini a negozi "fotocopia"; cioè con le stesse caratteristiche merceologiche esposte e perfino con un arredamento molto simile.
Pertanto l'associazione cittadina chiede che vengano eseguiti una serie di accertamenti "sul rispetto delle leggi vigenti con particolare attenzione al rispetto delle leggi contributive e fiscali, nonchè alla provenienza del denaro per l'apertura o l'acquisizione di attività già esistenti".
L'esposto, inoltre, propone una serie di controlli anche sullo sfruttamento del lavoro nero, e sulle norme igienico-sanitarie per le attività pubbliche.

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