Otto in ospedale per la celebrazione islamica di Aid al Adha.


(red.) Otto persone di origine marocchina, appartenenti a una famiglia di Offlaga, a un’altra di Borgo San Giacomo e un uomo di Cignano, sono state ricoverate all’ospedale di Manerbio perché avvelenate dalle esalazioni dei bracieri utilizzati per celebrare la festa religiosa islamica Aid al Adha. I bracieri vengono tenuti accesi tutto il giorno e tutta la notte bruciando l’ossigeno e generando monossido di carbonio, un gas inodore e insapore che può uccidere chi lo respira.
La famiglia di Offlaga è arrivata al pronto soccorso di Manerbio intorno alla mezzanotte di mercoledì. Il padre, 48 anni, ha dovuto stare quattro ore nella camera iperbarica per riprendersi: anche la moglie di 36 anni, la bambina di 6 anni e il fratellino di 3 hanno dovuto essere curati.
Marito e moglie di 28 anni con un figlioletto di sei mesi, abitanti a Borgo San Giacomo, sono stati salvati perché il padre ha capito che cosa stava succedendo e ha trovato la forza di telefonare a un parente che ha chiamato il 118. L'ambulanza li ha portati in ospedale alle 6 di giovedì mattina. L'immigrato marocchino di Cignano vi era appena arrivato con gli stessi sintomi.
Per la festa di Aid al Adha, che ricorda il sacrificio richiesto da Dio ad Abramo (Ibrahim) al quale fu ordinato di uccidere il figlio Isma-il , la tradizione musulmana imporrebbe il sacrificio di un montone e il pellegrinaggio alla Mecca, dove ogni anno confluiscono circa 2 miliioni di persone. I riti sono iniziati lunedì 17 dicembre, l’ottavo giorno del mese di Dhou al Hajja, l’ultimo mese del calendario dell’Egira.

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