La Cisl denuncia una serie di disservizi: "Situazione vicina al collasso".

(red.) "La posta non arriva, o arriva a singhiozzo. Nonostante le proteste diffuse dei cittadini bresciani, di qualche sindaco e di alcune associazioni che lamentano disservizi giornalieri sul recapito della corrispondenza, l'azienda Poste sembra far finta di niente e diffonde notizie per tranquillizzare l'opinione pubblica su un servizio che in tanti iniziano a non percepire".
Il segretario provinciale Cisl-Poste, Giovanni Punzi, non usa mezze misure per denunciare quello che secondo lui affligge la direzione provinciale della società: "Incapacità di gestire la riorganizzazione".
Infatti il sindacalista punta il dito contro il nuovo sistema organizzativo interno, "che allunga i tempi di lavorazione e soprattutto di consegna, sicchè l'incolpevole portalettere rischia di bussare nel pomeriggio per recapitare riviste, quotidiani e lettere".
Punzi, inoltre, denuncia anche la grandissima quantità di posta giacente nei centri di distribuzione: "Nel Cpd di Rivoltella la situazione è drammatica, come pure a Erbusco, Ospitaletto, Lumezzane, Manerba, Lonato e San Felice. Ci sono tonnellate di posta ferma da giorni, in attesa di essere consegnata; e l'enorme mole di lavoro quotidiana, non fa altro che aumentare progressivamente la giacenza".
Ma il segretario di Cisl-Poste non si ferma qui. "Alcuni portalettere bresciani sono stati contattati dai dirigenti per andare a consegnare la posta a Milano Bovisa, camuffando questi distacchi come partecipazione a un corso di formazione. Non si capisce perchè i postini di casa nostra debbano andare  a risolvere i problemi della metropoli, mentre a Brescia la corrispondenza può restare ferma mesi nell'indifferenza dei dirigenti. Inoltre ai portalettere bresciani è già stato comunicato il blocco delle ferie natalize a causa della mancanza di personale, che non viene potenziato, e che rischia poi di essere assunto a Milano".

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