(red.) Resta in cella Mohamed Jarmoune, il 20enne di origine marocchina, ma cresciuto in Italia, arrestato con l’accusa di terrorismo. Secondo gli inquirenti il giovane stava progettando un attentato alla sinagoga ebraica di via Guastalla a Milano.
Il gip di Brescia Maria Paola Borio, nelle cinque pagine dell’ ordinanza, ha motivato le ragioni della reclusione del ragazzo, accogliendo la rinnovazione della richiesta della misura cautelare in carcere avanzata dal pm Antonio Chiappani.
Il marocchino, residente a Niardo, operaio modlelo in un’azienda camuna, è stato arrestato in seguito ad un’attività investigativa partita da Cagliari e poi proseguita a Brescia.
Sul computer e tra gli appunti rinvenuti nell’abitazione che il 20enne divide con la famiglia, secondo gli inquirenti, il chiaro e preciso progetto di un attentato di matrice jiadistica. Il ragazzo, che avrebbe agito da solo, senza contati con altri gruppi organizzati, aveva creato diverse pagine ad hoc sul web con le quali “reclutare” nuovi adepti alla causa, istruendoli sull’uso delle armi e nel confezionamento degli ordigni.
Mohamed  ha ottenuto però dalla Procura di Brescia di poter ricevere le visite de genitori a Canton Mombello dove si trova dal giorno dell’arresto..
Nell´interrogatorio di garanzia Mohamed Jarmoune si era avvalso della facoltà di non rispondere, chiedndo invece poi di poter avere una copia del Corano in lingua araba.
Sotto sequestro il materiale (pc, appunti, disegni) rinvenuti nell’abitazione che saranno sottoposti ad indagini specifiche.

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