(red.) Un ricorso al Tar di Brescia (Tribunale Amministrativo Regionale) per annullare la delibera dell’accordo tra Fraterna Santini e Comune di Brescia e le nuove previsioni dello strumento urbanistico Pgt. L’hanno presentato, il 26 aprile scorso, alcuni cittadini del Comitato per Casazza. Nel documento si contesta che la Loggia conceda a Santini l’edificazione di sei condomini da sette piani “in un’area ambientalmente già compromessa a causa della presenza della Tangenziale Montelungo e della via Triumplina, invece di tutelare le aree verdi residue, quali il frutteto, che costituiscono un polmone verde indispensabile a contrastare l’inquinamento da traffico veicolare della zona”.
Il frutteto/pescheto di 38.000 mq. si trova lungo la Tangenziale Montelungo: nel precedente Piano regolatore, come precisa il Comitato, “era destinato tutto alle opere complementari della metropolitana; dall’amministrazione Corsini ci era stata fatta la promessa che il parcheggio sarebbe stato in struttura e non a raso, per risparmiare il più possibile l’area agricola. Nel recente Pgt, l’area è stata frazionata in due unità: 20.000 mq (A.1.1) destinati alla costruzione di 6 condomini da 7 piani ad edilizia privata (16.240 mq. di Slp); 18.000 mq. (A.1.2) destinati alle opere complementari della Metro (stazione “Prealpino”, parcheggio a raso per 480 posti auto, stazione per gli autobus extraurbani, stazione per gli autobus urbani)”.
“Nell’area A.1.2 il Comune potrà”, viene spiegato, “costruire 8.200 mq. di Slp, con negozi uffici abitazioni, cioè, visto il poco spazio, una “torre”.
“Il Comune”, aggiunge ancora il Comitato per Casazza, “non ha tenuto conto della Vas (Valutazione ambientale strategica) che era stata redatta prima del Piano di governo del territorio e dei pareri autorevoli dell’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) in merito alla tutela dell’ambiente e dell’Asl in merito alla salute dei cittadini, che hanno dichiarano inedificabili le aree a ridosso delle tangenziali”.
“La nuova destinazione urbanistica”, prosegue il Comitato di cittadini, “comporta non solo l’eliminazione del verde, ma anche l’aumento del peso insediativo e l’aumento del traffico, che andrebbero a sommarsi agli effetti che comporterà la costruzione, prevista nella stessa area, della stazione di testa “Prealpino” della linea Metrobus, dei parcheggi scambiatori e del deposito degli autobus extraurbani. Il tutto inciderebbe sulla viabilità del quartiere e ulteriormente sulla già pessima qualità dell’aria, nonché sul valore di mercato delle abitazioni circostanti”.
Inoltre, viene spiegato che “il terreno si trova fuori dal tessuto urbano consolidato e peraltro in città sono ancora da consumare le aree destinate all’edificazione del vecchio Piano regolatore e le ex aree industriali dismesse, inoltre, nei precedenti Piani regolatori l’area in questione era considerata di pregio paesaggistico ed agricolo. Non sussiste quindi la necessità in città di costruire nuovi insediamenti abitativi essendo migliaia quelli sfitti e invenduti, basti ricordare tra i tanti il Parco S.Antonio, la Torre Futura e le tre torri situate a sud della città accanto alla tangenziale”.

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