(red.) Martedì 10 luglio la commissione per l’ambiente del comune di Brescia ospita la consulta formata da cittadini e membri di comitati ambientalisti per parlare di Aria. Si parlerà dell’inceneritore di Brescia e sarà la stessa A2A a parlare del proprio impianto.
“La multiutility”, spiegano gli attivista della Rab, rete antinocività di Brescia, “è chiamata a sostenere la pazza tesi che l’inceneritore non inquina: ci pare assurdo e assolutamente irrispettoso nei confronti di chi ogni giorno a Brescia di inquinamento si ammala e muore. I dati parlano chiaro: Brescia è terza nella classifica delle città più inquinate d’Europa. Sollecitiamo Asl, Arpa e comune di Brescia a rendere pubblici i dati sulle patologie respiratorie e tumorali ed a cambiare le proprie politiche di smaltimento dei rifiuti, perché bruciandoli non scompaiono, anzi si trasformano e generano nano-particelle, altamente tossiche”.
Studi medici e scientifici”, continua la nota della Rab, “provano che i fumi derivati dall’incenerimento di rifiuti penetrano nell’organismo umano attraverso l’apparato respiratorio ed anche attraverso l’apparato digerente, infatti le particelle si depositano anche sulle coltivazioni prossime agli impianti. Purtroppo le particelle di dimensioni ancora più ridotte possono penetrare fino all’interno delle cellule, e giungere addirittura a ledere la struttura del Dna, con gravissime conseguenze, come dimostrato dai numerosi casi di feti malformati.  Il corpo, non riconoscendo le nano-particelle, le isola come corpi estranei e questo, nel corso del tempo, può generare un gravissimo processo infiammatorio. In questi casi si parla di nano-patologie”.
Sono contro l’incenerimento”, viene spiegato, “centinaia di migliaia di medici in Europa: il Consiglio Nazionale dell’ Ordine dei Medici Francese, i Medici Irlandesi, la Federazione degli Ordini dell’ Emilia Romagna sono scesi in campo per chiedere una moratoria sulla loro costruzione.Il monito degli scienziati, che si battono contro gli inceneritori riguarda anche la durata delle nano-particelle: infatti, una volta prodotte, le nano-particelle non si smaltiscono ma rimangono nell’aria per sempre. Ecco perché l’allarme internazionale lanciato dai medici, dagli scienziati e dai ricercatori pone anche l’attenzione sulla durata degli effetti degli inceneritori”.
Al sindaco Adriano Paroli ed alla Giunta viene chiesto di rendere pubblici i dati sulle patologie respiratorie e tumorali nella zona dell’inceneritore e anche, “vista l’attuale emergenza ambientale, di indirizzarsi verso delle politiche di massimo riciclo seguendo il modello “Rifiuti Zero”.
“Perchè”, viene chiesto dalla Rab al primo cittadino, “non si dice che sono migliaia gli studi effettuati dagli scienziati di tutto il mondo che dimostrano che in prossimità degli impianti di incenerimento si muore di più?”.
Per sostenere queste richieste e per manifestare contro l’inceneritore, è stata organizzata una manifestazione in piazza Loggia martedì 10 luglio dalle 14,30.

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2 Commenti

  1. Finchè il Comune di Brescia è azionista di a2a e percepisce quindi i dividendi (soldoni) da a2a stessa NON AVRA’ mai interesse ad andare contro il termoutilizzatore, perchè non gli verrebbero in tasca i soldi che mai come oggi gli servono.
    Alla PAce della salute dei suoi cittadini. C’è un palese conflitto di interesse (faccio bruciare più rifiuti possibili da tutta Italia, prendendo i soldi? o in alternativa difendo al salute dei miei cittadini?)…. ovvio che la risposta è la prima…