(p.f.) Pozzi per irrigare i parchi al posto della curva Nord dello stadio. Questa, in sintesi, la proposta del Partito Democratico di Brescia che, dopo la segnalazione-denuncia partita tramite facebook da un gruppo di cittadini sullo stato dei parchi a Nord della città, polemizza con l’amministrazione.
La mancanza di pioggia, infatti, ha avuto le sue ripercussioni anche sulle aree verdi di Brescia. Nei parchi attrezzati con pozzi, non ci sono stati grossi problemi: il verde del Ducos o del Parco Gallo, ad esempio, nonostante il caldo, sono in ottimo stato. Nei parchi della zona Nord, invece, i pozzi non ci sono ancora e viene utilizzato il tradizionale sistema di irrigazione. Che, però, costa (al Castelli servono 240mila litro di acqua al giorno), e così, in tempo di crisi, l’amministrazione ha tagliato la spesa. Il risultato? “Stiamo perdendo il 30% di piante che hanno più di vent’anni di vita”, ha stimato Giuseppe Parisi, cittadino che per primo aveva dato l’allarme creando un gruppo su Facebook, “con costi enormi per la collettività: bisogna considerare infatti, le spese per la piantumazione di ogni singola pianta, quelle per la manutenzione fatta ogni anno, e quelle per la ripiantumazione di nuovi alberi”.
Secondo il capogruppo in Loggia del Pd, Emilio Del Bono, il motivo addotto dall’amministrazione per giustificare i tagli alla manutenzione, ovvero la mancanza di soldi, non regge. “L’amministrazione non solo ha abbandonato il presidio della manutenzione della città”, ha spiegato, “ma contemporaneamente costringe A2A a spendere 600mila euro per fare una inutile curva Nord allo stadio che piace solo a pochi ultrà. Cosa faremmo noi? Non spenderemmo i soldi nello stadio, ma ci occuperemmo delle altre emergenze della città, ovvero l’irrigazione e la pulizia delle strade, visto che anche Aprica si trova in difficoltà”. Insomma, per il Pd è una questione di priorità.
“C’è la curva, ma ci sono anche i 431mila euro spesi per la pensilina”, ha aggiunto Del Bono, “non è uno scontro ideologico, ma di scelte: riscontriamo l’inadeguatezza ad amministrare Brescia”. E la circoscrizione Nord? “Dove è finita?”, ha sottolineato il consigliere Pd in Broletto Roberto Cammarata, “vero che l’affinità di maggioranza tende a stemperare le polemiche, ma ci sono casi in cui è necessario puntare i piedi. Manca un livello istituzionale che faccia sentire la sua presenza”. Eppure, ha ricordato il consigliere Fabio Capra, il Pd aveva presentato un emendamento per mettere a bilancio 500mila euro per il verde pubblico. “Il problema della siccità nei parchi esiste già da due o tre anni. Anche i tecnici si sono resi conto che bisogna fare i pozzi, che hanno un costo di 15-20mila euro”. Secondo Gigi Fondra, al Castelli ad esempio il pozzo si potrebbe fare facilmente, visto che già a 1metro e mezzo si trova l’acqua.  “Non si può monetizzare”, ha aggiunto Alfredo Bazoli, “il verde, soprattutto per le essenze di alto fusto, perché rappresentano il polmone verde della città”. “Soprattutto in tempo di crisi”, ha concluso Gianbattista Ferrari, “cerchiamo di spendere bene i soldi pubblici, programmando e progettando”.

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3 Commenti

  1. il problema vero è che questi amministratori si comportano come se la città fosse una loro proprietà privata! I parchi cittadini SONO DI TUTTI I BRESCIANI!
    E visto che siete stati eletti prendetevene cura!

  2. Questo mi preoccupa sul serio: in tempi di vacche magre i nostri soldi andrebbero spesi con maggiore attenzione.
    Perchè buttarli in opere inutili, o comunque non necessarie, tipo parcheggio sotto il castello e cubo bianco in piazza rovetta?
    Purtroppo anche il centrosinistra non mi tranquillizza visto che hanno governato molti anni con Corsini e Martinazzoli e hanno fatto disastri come l’inceneritore di rifiuti A2A e il Metrobus, assolutamente inutile a Brescia.
    Alle prossime elezioni comunali mi sa che voterò M5S.

  3. A proposito di spese e opere completamente inutili promosse da questa Giunta: da oltre un anno è stata terminata la costruzione di un ponte che scavalcando il Fosso Garza collega via Labirinto con il campo sportivo comunale Chico Nova al limite meridionale del Villaggio Sereno. A distanza di oltre un anno dalla fine dei lavori il suddetto ponte è ancora chiuso al traffico: manca la segnaletica e l’accesso è impedito da una serie di reti che vengono parzialmente (e immagino illegalmente) aperte per qualche ora per consentire il passaggio dei veicoli quando si giocano le partite. La funzione presunta dell’opera dovrebbe essere quella di condurre il traffico (in verità molto modesto) dei tifosi direttamente al campo sportivo senza transitare per le vie interne del Villaggio Sereno, ma il problema è che si tratta di un’ opera nata già handicappata dal punto di vista progettuale: infatti il ponte è a “schiena d’asino” , il piano viabile è talmente incurvato da rendere impossibile il passaggio di autobus o veicoli con un lungo interasse i quali “gratterebbero” con le loro parti inferiori sull’asfalto. In conclusione i pullman dei tifosi, ma forse anche i mezzi dei Vigili del Fuoco e di soccorso, se e quando verrà aperto il ponte, dovranno continuare a transitare attraverso il Villaggio Sereno. Ecco un altro “capolavoro” che rimarrà ad “imperitura memoria” testimonianza delle cavolate clientelari della Giunta Paroli.