(red.) Un documento che è (anche) un cronoprogramma degli interventi necessari per monitorare la situazione ambientale della Caffaro e l’inquinamento da Pcb a Brescia.
Lo hanno redatto Isde (Associazione medici per l’ambiente) Brescia e Isde Italia (guidati, rispettivamente dal bresciano Celestino Panizza e da Roberto Romizi) in merito all’emergenza ambientale della città.
Tra gli interventi da fare, le bonifiche urgenti sul sito industriale, sulla falda acquifera e le rogge, verifiche sullo stato di contaminazione del latte prodotto in tutte le aziende agricole bresciane e indagini sui bambini.
Isde ha presentato anche i recenti dati Asl secondo i quali, nel distretto della città di Brescia, “il tasso di incidenza statisticamente significativo dei tumori di tutte le sedi è superiore del 7% rispetto alla provincia e del 4% nel distretto Brescia Ovest”.  Tra gli “eccessi statisticamente significativi si registrano per il tumore della mammella (+7%) e del melanoma cutaneo (+33%)”, tumore correlato, secondo il report della Iarc, con l’esposizione a Pcb.
Per Isde, anche se non c’è la possibilità di valutare questi dati in senso assoluto con le conseguenze legate all’inquinamento del Sin (Sito di interesse nazionale) Caffaro, a causa della compresenza di altre fonti inquinanti, tuttavia non si può restare inerti ed è necessario procedere con bonifiche prima che il peso di quanto accaduto si ripercuota in modo ancora più grave sulle generazioni future.
Fondamentale, secondo i medici di Isde è che il servizio veterinario Asl verifichi lo stato di contaminazione del latte prodotto, che può immettere nella catena alimentare gli elementi inquinanti. Nel documento redatto, viene anche chiesto agli organi competenti affinchè “ supportino i privati cittadini nel pianificare la caratterizzazione e la bonifica dei propri orti e giardini, mantenendo l’interdizione delle aree agricole fino a quando non ci sarannostati interventi di rimaneggiamento dei suoli”.

 

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