(red.) Arrestato dalla Polizia di Stato di Brescia un cittadino marocchino 21enne, El Abboubi Anas, nato in Marocco il 17 ottobre 1992, residente a Vobarno, in Valsabbia, con la famiglia, accusato di addestramento con finalità di terrorismo internazionale e di incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e religiosi.
Il giovane, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe effettuato alcuni sopralluoghi virtuali, utilizzando Google Maps, alla Caserma Goito e alla stazione ferroviaria.
Le indagini degli uomini della Digos coordinata dalla Direzione centrale Polizia di prevenzione, hanno accertato che l’arrestato aveva creato la “filiale” italiana del movimento Sharia4 avvalendosi tra l’altro del proprio blog Sharia4Italy.
Durante l’operazione che ha condotto all’arresto, sono stati acquisiti alcuni scritti in cui si inneggia al jihad contro l’Italia e la Francia e si specifica che l’odio del giovane ha radici nell’infanzia quando, dopo i fatti dell’11 settembre, veniva apostrofato dagli altri, con disprezzo, terrorista e talebano.
Sorto in Belgio nel 2010, Sharia4 ha gradualmente assunto la struttura di un network internazionale, avvalendosi, oltre che di siti Internet dedicati e canali tematici su Youtube, anche di una sorta di jihadismo di piazza e della pratica della street da’wa (predicazione in strada).
Gli investigatori hanno accertato l’importante ruolo del Web nell’attività di propaganda a cui il 21enne maghrebino faceva ricorso sia per veicolare le proprie traduzioni di documenti di natura jihadista sia per acquisire istruzioni sull’uso di esplosivi, armi e tecniche di combattimento.
Oltre all’arresto del marocchino, un giovane residente con la famiglia in provincia di Brescia fin da quando era piccolo, gli uomini dell’Antiterrorismo della polizia (Ucigos) e della Digos stanno eseguendo una serie di perquisizioni nel Bresciano e a Pordenone nei confronti di altri quattro marocchini
Lo scorso anno venne arrestato a Niardo, sempre nel bresciano, un altro giovane immigrato, Mohamed Jarmoune, condannato poi  a 5 anni e 4 mesi con l’accusa di essere un addestratore di martiri da prestare alla jihad. Secondo le accuse il ragazzo stava progettando un attentato ai danni della sinagoga di Milano.

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18 Commenti

  1. Non riesco a capire come la maggior parte delle persone (a partire dal Papa) non capisca che è ormai in atto, da anni, una guerra di religione. Forse non è mai nemmeno finita ed è covata sotto la cenere per centinaia di anni. Non sto ad analizzare su chi l’ha cominciata perchè il discorso sarebbe lungo e controverso, ma su chi la vorrebbe finire non ho dubbi. Per cui non esito a dire che l’islam non deve avere cittadinanza in occidente, non solo perchè non c’è reciprocità ma perchè l’interpretazione che ne fanno i vari estremismi islamici predica solo la distruzione della nostra civiltà. Prima che qualcuno dica che sono un razzista, dico che non ho nulla in contrario all’immigrazione e non ho alcun problema ad integrare stranieri e infatti non sono assolutamente d’accordo sulle politiche fin qui seguite. Ma accogliere chi ci vuol distruggere mi sembra demenziale. Per cui i musulmani devono tornarsene nelle loro nazioni e noi (il nostro esercito) tornarsene nelle nostre caserme e smetterla di voler esportare la democrazia occidentale che non può essere il paradigma per tutto il mondo

      • Mi sembra una domanda tendenziosa perchè nel mio dire era chiaro che mi riferivo solamente agli islamici stranieri. Quelli italiani, peraltro pochissimi circa 70.000, non penso siano stati educati alla guerra santa. Piuttosto temerei per loro a causa dei nostri fondamentalisti, Legionari di Cristo, naziskin, Radio Marie varie e compagnia bella.

    • Anche la sua analisi Ororaro è, e devo dire purtroppo, condivisibile perchè, nonostante ci sia chi si ostina a non voler vedere ed accettare la realtà dei fatti (non mi riferisco a lei Ombra) questo è un problema di non secondaria importanza che abbiamo.

      Ma il problema maggiore non è tra l’Occidente e l’ Islam, ma tra l’Islam moderato (ammesso che possa esistere) e quello fondamentalista. Il forte contrasto che causa il numero maggiore di vittime è in quell’ambito.
      Noi siamo poco più che spettatori. Forse troppo distratti.

  2. E’ inquietante constatare quanto la cultura islamica – intollerante, arcaica, medievale – sia sempre alla radice della disseminazione di odio e di violenza. Se non basta quanto si verifica a casa nostra, si può osservare quello che succede in altre parti del mondo (India, Pakistan, Nigeria, Mali, Sudan, ecc.). Non ho mai sentito parlare di un merciaio cinese che piazza una bomba in metrò in nome di Mao Tse Tung, di una badante ucraina capo di un gruppo terroristico panslavo o di un giardiniere filippino addestratore di kamikaze. Nemmeno di cuochi indiani importatori clandestini di armi o infermiere rumene pronte a farsi esplodere in nome di qualche dio crudele e assolutista. Ma l’Islam, anche utilizzando oltre ogni misura il terrore e la violenza, non conquisterà mai il mondo perché l’immobilismo economico, sociale e culturale che costituisce la linfa di qualsiasi società musulmana rappresenta allo stesso tempo anche il limite che bloccherà ogni ulteriore espansione di questa nazi-religione.

    • Guarda Yakkus, noi occidentali in solo 50 anni siamo riusciti a fare due guerre mondiali ammazzando milioni e milioni di nostri figli in nome di cosa non lo sappiamo ancora, sui cinesi meglio lasciar perdere (tibet docet) senza parlare di ciò che è successo nei balcani o nei gulag russi…
      Sappiamo che la convivenza è difficile, mele marce sono ovunque, non banalizziamo altrimenti non se ne esce.

      • In realtà noi in passato ne abbiamo fatte anche di peggio (santa inquisizione), però la differenza sostanziale è che ne siamo usciti fuori. Ma lo vede oggi un francese che anela a far guerra alla Germania? Abbiamo imparato dai nostri errori (ed orrori). Dopo secoli (tanti), l’ultima guerra ha se non altro avuto il merito di far capire che farci la guerra (quella con le armi) non ha mai portato nulla di buono per nessuno.

        La Cina è un caso a sè, non paragonabile, e sui gulag non sto certo io a ricordarle in che regime accadde quel che accadde. Però stiamo parlando del passato.
        Il problema dell’islam come analizzato da yakkus è invece reale ed attualissimo. Manca il seme del rinnovamento (non ricorda i ns. militari appena arrivati in Iraq che dissero che appena fuori dalle città si viveva come al tempo dei Sumeri?). A fronte degli ultimi attentati (Londra e Parigi) quanti sono stati i “capi” islamici che nei media hanno condannato a gran voce quelle azioni ? (lasciamo perdere le solite frasi d’obbligo).
        Il problema esiste. La banalizzazione è il non volere accettarlo.

        • E’ dell’altro ieri la notizia che un cattolicissimo e brescianissimo 17 enne è andato a scuola col fucile e chissà cosa voleva combinare…
          Io preferisco pensare che a fronte di un delinquente islamico ci son migliaia di persone che “anelano” solo a convivere e a dare e ricevere rispetto, i delinquenti condannarli, di qualsiasi razza e qualsiasi religione.