(red.) Il mistero riguardante la tragica morte di Davide e AndreaIacovone, i fratellini di Ono S. Pietro (Brescia) che lo scorso 16 luglio hanno perso la vita nella casa di via Sacadur, non è ancora stato risolto.
Dopo aver escluso che strappare la vita ai due bambini sia stato l’incendio appiccato dal padre Pasquale, gli esperti dell’istituto di Medicina legale, ora, negano anche la possibilità secondo la quale l’arma del delitto sarebbe stata una sostanza chimica.
Dopo gli approfondimenti, infatti, nessuna traccia di veleno barbiturico è stata trovata nei corpi dei piccoli, il che, di fatto, escluderebbe la possibilità di avvelenamento.
A questo punto, quindi, l’ipotesi più plausibile sembrerebbe quella riguardante il soffocamento, nonostante sia la più difficile da dimostrare per gli inquirenti. Al momento sarebbero in programma nuove analisi tossicologiche volte a ricercare, nei campioni biologici prelevati ai due fratellini, la presenza di sostanze corrispondenti a flaconi e blister sequestrati nell’abitazione di Iacovone.

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