(red.) Una delibera di iniziativa popolare per il riconoscimento e la garanzia delle famiglie di fatto e il sostegno alle nuove forme familiari.
E’ stata già consegnata al Presidente del Consiglio Comunale la proposta, con tanto di firme, 333, dal coordinamento Nuove famiglie, uguali diritti a cui hanno aderito Agedo, Arcigay-Orlando, Famiglie Arcobaleno, Pianeta Viola, Al lavoro con Brescia, Arci Comitato provinciale, Brescia per Civati, Brescia per passione, Caffè Letterario Primo Piano, Casa delle Donne, Cgil, Sel Brescia e circolo Alto Garda Valtenesi, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Colori e Sapori Circolo Arci, Consultorio familiare onlus di via Volturno, Gruppo 2009, Libertà e Giustizia, Noi siamo Chiesa, Residenza Idra- Teatro Inverso, Se non ora quando?, Movimento Green Italia.
Un’apposita commissione comunale dovrà dare un giudizio sull’idoneità tecnica del testo. Dopo di che, le diverse associazioni avranno due mesi di tempo per raccogliere altre 1000 firme. Nel frattempo, dovrebbe essere fissato un incontro col Presidente del Consiglio, Giuseppe Ungari, a cui gli attivisti hanno chiesto un appuntamento. «La nostra richiesta non toglie nulla a nessuno. Fa solo sentire uguali persone che si sentono cittadini a metà, a causa delle loro scelte affettive», è il commento di Laura Mentasti, di Famiglie Arcobaleno e fresca di nomina nella Commissione Pari Opportunità del Comune, «chiediamo solo che i nostri affetti siano pienamente conosciuti».
La delibera comunale  avrebbe importanti conseguenze sul godimento del welfare comunale e sul riconoscimento dei diritti di coppie non spostate, etero o omosessuali. Coppie che, come fanno notare dal coordinamento, pagano le tasse come tutti, ma sono esclusi dall’erogazione di servizi nell’ambito del diritto alla casa, sanità e servizi sociali, giovani, genitori e anziani, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione, mobilità e trasporti.

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