(red.) Non si placano le polemiche sul caso Stamina. Dopo le parole del direttore dell’Ema (European Medicine Agency) Guido Rasi, che, sentito dalla commissione Sanità del senato sul caso Stamina, ha attaccato il Civile di Brescia, affermando che nel nosocomio cittadino sarebbe «mancata l’applicazione delle norme da parte di chi somministra terapie», puntando il dito contro il comitato etico e discolpando l’Aifa, di cui dal 2008 al 2011 è stato direttore, ora si leva la voce del presidente di Stamina Fundation, Davide Vannoni, dopo che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in esecuzione dell’ordinanza del Tar del Lazio, ha firmato il decreto di nomina del Comitato scientifico per la sperimentazione del cosiddetto metodo Stamina.
«Sono molto stupito e amareggiato per l’esclusione di Mauro Ferrari dalla presidenza del comitato scientifico», ha detto Vannoni, «avevamo espresso apprezzamento nei suoi confronti perché aveva avviato un percorso di confronto con i malati. Non conosco i nuovi esperti» ha concluso Vannoni «mi riservo di dare un giudizio dopo essermi confrontato con il nuovo comitato». Per il presidente di Stamina, l’esclusione di Ferrari  è «gravissima». «Era un ottimo presidente, ha dimostrato imparzialita» ha detto Vannoni, secondo cui «hanno fatto fuori Ferrari per la sua intervista alle Iene, ma lui non si era affatto espresso a favore di Stamina, si era detto solo aperto e disponibile nel sentire noi e i pazienti. Spero che questo nuovo comitato, con molti nomi nuovi rispetto a quello annunciato ormai molte settimane fa, non abbia un orientamento pregiudizialmente contrario al nostro metodo, e che sia veramente un organismo di garanzia. Mi auguro di poterli incontrare, per avviare finalmente la sperimentazione».
Il comitato è composto da sette esperti, ha precisato il ministero, «tenuto conto delle note dell’Avvocatura generale dello Stato, riguardanti il riscontro alle richieste di parere in merito all’ottemperanza dell’ordinanza Tar-Lazio».
Il presidente è Michele Baccarani, dell’Azienza Ospedaliero-Universitaria di Bologna, con funzioni di presidente del Comitato scientifico, compaiono altre due italiani: Mario Boccadoro, del Dipartimento di Scienze Mediche, Università degli Studi di Torino e Giuseppe Leone, dell’Università Cattolica Facoltà di Medicina e chirurgia. Nominati poi quattro componenti stranieri: Ana Cumano, Institut Pasteur Lymphopoiesis Unit di Parigi; Curt R. Freed, della divisione di clinica farmacologica e tossicologia dell’ Università del Colorado; Moustapha Kassem, dell’ Odense Universitets hospital, Laboratory for Molecular Endocrinology, di Odense in Danimarca e Sally Temple, del Neural Stem Cell Institute, Rensselaer N.Y., in Usa.
Il prof. Michele Baccarani, 72 anni, bolognese
, è docente in pensione dall’1 novembre 2012, dopo avere lavorato e insegnato a Trieste e a Udine, dove ha fondato l’Ematologia, per poi tornare a Bologna nel 2000, quale direttore dell’Istituto Seragnoli, l’ematologia del policlinico Sant’Orsola-Malpighi, uno dei centri di eccellenza europei. Nella sua carriera ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Al momento è consulente in campo ematologico di Novartis, per la quale ha concepito il farmaco Glivec, in commercio dal 2000, in grado di combattere una rara forma di cancro, la leucemia mieloide cronica. Baccarani ha detto di non poter commentare, anche perché non è sua abitudine farlo, ma di sentire la gratifica e il peso dell’incarico: «Ma il peso professionale delle persone che lavoreranno mi solleva molto».

 

Comments

comments