(red.) In una nota stampa, i consiglieri Comunali del gruppo Brescia per Passione Mafalda Gritti e Fabrizio Benzoni, portano l’attenzione sugli aiuti economici forniti dalla regione alle famiglie degli studenti bresciani.
«La protesta dei genitori per i tagli sugli stanziamenti “Dote Scuola” per l’anno scolastico 2014/2015 trova una sua profonda e condivisibile ragione. Dopo aver ridotto di quasi 20 milioni di euro lo stanziamento previsto per l’intervento – leggiamo nel comunicato – , Regione Lombardia, guidata dal presidente Maroni, ha deciso di modificare i criteri di assegnazione della dote scuola, escludendo di fatto una significativa fascia di utenza dall’accesso al contributo. Questo in buona sostanza significa che le famiglie di studenti delle scuole primarie (ex elementari) STATALI lombarde con un indicatore ISEE da zero a 15 mila euro non avranno più alcun sostegno al reddito, come invece succedeva negli anni trascorsi tramite dei Voucher».
«Ci si potrebbe dire – continuano i consiglieri – che in tempo di crisi sono necessari dei tagli e sarebbe onesto dirlo. Ma ciò che va sottolineata e condannata è l’iniquità nella scelta dei bersagli di questi tagli, che ricadono quasi esclusivamente sugli studenti frequentanti la scuola pubblica».
«E ciò premesso ecco il paradosso… Regione Lombardia ha voluto aumentare i contributi per quelle famiglie che hanno un’Isee fino a 38 mila euro ed i cui figli frequentano le scuole secondarie di I° grado (ex medie) e di II° grado (ex superiori) PARITARIE, premiando quindi le fasce più agiate della popolazione che hanno la possibilità (e non la libertà) di scegliere la scuola privata. Ecco perché facciamo fatica a credere alle “battaglie ideologiche” a favore delle famiglie, tanto sbandierate da coloro che governavano la città prima e che governano da infiniti lustri la Regione, che sulle famiglie e sui servizi hanno tagliato in maniera pesante».
«Brescia per passione, in occasione della presentazione del bilancio del Comune di Brescia  ha già posto all’attenzione dell’agenda politica questo tema che non può passare inosservato; le famiglie non vanno supportate con atteggiamenti ideologici ma con fatti concreti. Alla Regione chiediamo di ripristinare le risorse che servono per garantire il pieno rispetto del diritto allo studio di tutti gli studenti lombardi».

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