(red.) A poche ore dalla chiusura dell’inchiesta torinese che lo vede come principale indagato, Davide Vannoni, fondatore di Stamina, insieme con altre 19 persone, tra cui medici e dirigenti dell’ospedale Civile di Brescia, assicura che continuerà le sue cure ottemperando all’ordine dei giudici: «Il 5 maggio saremo a Brescia», ha detto in un’intervista alla radio ”Veronica One”.
«Le cose si giudicano nell’ambito del processo e non in un’ipotesi iniziale – ha osservato Vannoni sul provvedimento del pm Raffaele Guariniello -questa è l’ipotesi della procura. Ne prendiamo atto. Vedo che Guariniello ha dimostrato attenzione nell’ allargare queste indagini a un intero sistema e non solo una singola persona. Noi abbiamo carte e documenti per poterci difendere e quindi aspettiamo che ci sia prima un gip e poi un dibattimento nel quale poter portare le nostre ragioni».
Su cosa intenda come sistema, Vannoni ha precisato: «Stamina sta operando gratuitamente per i pazienti dentro un ospedale pubblico con l’ordine di 180 giudici del lavoro contro le ipotesi del Pm e sta trattando persone oggi in cura dentro un ospedale pubblico italiano e quindi c’è un intero sistema che ha consentito questo».
Vannoni contesta le censure da parte della procura sulla mancanza di risultati: «Mi ha stupito molto vedere indicazioni relative ai risultati ottenuti dai pazienti quando la procura non ha mai nominato nessun perito per valutarli, e le uniche valutazioni che ci sono sono gli esami strumentali che i pazienti hanno fatto negli ospedali e che hanno presentato in conferenza stampa il 28 dicembre. Mentre dall’ospedale di Brescia risulta che nessun paziente ha avuto effetti collaterali dalla terapia su oltre 400 infusioni fatte in tre anni».
Vannoni respinge anche la formulazione di «pazienti usati come cavie» formulata dal pm: «Ci mancherebbe. Intanto si fa una confusione terminologica tra fare la cavia che si fa in una sperimentazione e cure compassionevoli, che significa poter accedere a delle cure con terapie non ancora sperimentate, ma su malattie per le quali non c’è nessun altro tipo di opzione terapeutica. Ricordo che i bambini che sono in cura a Brescia sono ancora tutti vivi e sono tutti migliorati, mentre avevano malattie per le quali la loro morte era già prevista da un bel po’ di tempo e oggi stanno chiedendo di continuare le terapie che li hanno fatti migliorare, non sono mica tutti folli questi genitori e i loro medici».
Ricorda poi che il metodo Stamina ha previsto tutti i test possibili sul donatore e sulle cellule, mentre sul reato di minacce contestato al suo braccio destro, il medico Marino Andolina, Vannoni aggiunge: «Lo conosco da dieci anni, e’ un uomo che non farebbe minacce a nessuno, non è nella sua natura, ha combattuto per poter fare i trapianti di midollo ai bambini durante la guerra in Serbia, ha costruito il primo centro trapianti in Irak sotto i bombardamenti, è un uomo integerrimo che da questa attività non ha mai guadagnato un solo centesimo, che si è speso e ha giocato la sua reputazione e la sua onorabilità nell’ambito di queste terapie della cui efficacia è convinto. Mentre ricordo che queste frasi sono riportate da una famiglia che ha dichiarato di aver mentito per quattro anni a Stamina, loro e i loro medici, sulle condizioni di salute della loro figlia, a me questa famiglia non da’ nessuna affidabilità».
Poi su Gianfranco Merizzi, presidente Medestea (azienda farmaceutica che investe su Stamina a cui avrebbe garantito la commercializzazione all’estero della terapia) afferma: «Gianfranco Merizzi – ha detto Vannoni – è proprietario di un’azienda italiana che commercializza in tutto il mondo che sta portando avanti la fase tre per un vaccino contro l’Aids e che ha creduto in Stamina e ha finanziato la prima attività di Stamina presso gli Spedali civili di Brescia, quindi se qualcuno crede in Stamina merita di essere inquisito questa è una cosa che non sta in cielo nè in terra». «Stamina si sta espandendo in tutto il mondo – ha sottolineato Vannoni -, ci sono tre paesi che hanno approvato metodica Stamina dove verranno messe in atto sperimentazioni serie non come quella italiana e nelle quali verrano prodotti risultati e curate persone. E questa – ha spiegato – non è una cosa che porta avanti Stamina , ma una cooperativa costituita di pazienti. Stamina dà solo la metodica perchè la possano applicare gratuitamente lascerei andare avanti loro e faranno una conferenza stampa nelle prossime settimane». Quanto alla attività in Italia, ha ribadito di non avere intenzione di fermarsi: «Il cinque di maggio contiamo di essere a Brescia, la nostra biologa è diponibile, capisco che Guariniello abbia chiuso le indagini, ma ci sono 180 ordini di giudici di diversi tribunali in questo senso, l’ultimo è quello di Marsala, che valuta anche i risultati di un paziente in base ai dati clinici portati dalla famiglia e raccolti in ospedale, e quelli sono ordini che non si può fare finta che non esistano».

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