Opposizioni chiedono consiglio comunale urgente per sfiduciare la Castelletti

(red.) “Le unioni civili riconosciute dalla legge sono sbagliate? Chi lo dice è omofobo”. E’ un intervento postato sul proprio profilo Twitter dal vicesindaco e assessore alla Cultura di Brescia Laura Castelletti. Un messaggio che in città ha creato vaste polemiche. Tutto è partito nel momento in cui don Giorgio Rosina, curato di Sant’Afra, ha esposto in oratorio un poster scrivendo “Le unioni civili sono sbagliate anche se dovessero diventare legge”. Prima ancora era stato il vescovo Luciano Monari, durante la messa del Corpus Domini a dire che “unioni civili, liberalizzazione delle droghe leggere, eutanasia ed aborto sono strade sbagliate, solo per il bene individuale”.
Così l’assessore Castelletti si è messa davanti al computer “taggando” don Rosina in un messaggio scritto a penna. “Per me, chi sosteneva che il voto alle donne era sbagliato, è un misogino antidemocratico. Chi sosteneva sbagliato considerare bianchi e neri uguali è razzista. Chi dichiara che le unioni civili riconosciute dalla legge sono sbagliate è un omofobo”. Al messaggio, rilanciato dalle Caramelle in Piedi a favore delle coppie gay, ha risposto Sentinelle in Piedi che attacca. “Secondo il Comune di Brescia essere contro le unioni civili vuol dire essere omofobi”. E la polemica ha raggiunto anche i livelli più alti della Regione Lombardia, tanto che il consigliere leghista Fabio Rolfi parla di “frasi inqualificabili e offensive contro don Rosina. La giunta dovrebbe chiarire la propria posizione”.

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7 Commenti

  1. Dovrebbero occuparsi di anime, di pecorelle smarrite e del trascendente. Ma sono tempi duri anche per parroci e curati e quindi anche le…strategie di marketing devono allinearsi a domanda e mercato.

  2. basta esternazioni clericali, noi atei non ne possiamo più di farci raccontare da questi cacciaballe come dobbiamo vivere. Ognuno pensi a ciò che succede in casa propria, il clero dovrebbe pensare alle proprie pecorelle.
    La chiesa vieti ai propri sacerdoti di dare la comunione a chi è gay e si è sposato con legge dello stato, così come ai divorziati e risposati, come a tutte quelle povere donne che hanno dovuto ricorrere a un aborto, ma continui a proteggere i preti pedofili.
    Mi spiace per i borghesi benpensanti ma “Meglio gay che pedofilo”!
    Aboliamo le leggi fasciste sul concordato.

  3. Quando finiscono, oppure non ci sono mai stati, gli argomenti, ecco spuntare le solite accuse di “razzismo” e “omofobia”, pronunciate solo per chiudere un discorso che quasi sempre non ha ragione di essere.