(red.) “Casa circondariale di Brescia: gestione scandalosa”. E’ questo il giudizio espresso dalla UILPA Polizia Penitenziaria nei confronti di tutto ciò che in questi mesi si sta verificando presso la Casa Circondariale di Brescia.
A darne notizia è Antonio Moscato, Segretario Territoriale della UILPA Polizia Penitenziaria dell’area bresciana, che commenta così: “Sono mesi che stiamo cercando di avviare confronti, e attivare tutte le procedure previste, affinché il personale possa lavorare con maggiore serenità, e l’organizzazione del lavoro possa rispondere a logiche più attuali ed effettivamente rispondenti alle esigenze ed al numero delle unità disponibili. Il Direttore ha più volte annunciato l’avvio di confronti finalizzati alla razionalizzazione delle risorse, onde poter fronteggiare alle grosse difficoltà e le carenze del personale del c.d. servizio a turno (sezioni, rotonde, portinerie, muro di cinta ecc.), ma gli annunci sono rimasti tali e tutto rimane inspiegabilmente fermo. Anzi vediamo alimentare gli organici degli uffici”.

Prosegue il sindacalista UIL: “abbiamo avuto la pazienza di attendere e l’ “educazione istituzionale” di segnalare le criticità nelle forme previste rivolgendoci al Direttore e all’Amministrazione tutta. Le sole risposte che abbiamo avuto sono state quelle di un dirigente che fa tutto e il contrario di tutto, secondo propria immagine e somiglianza; un dirigente che ha letteralmente impedito il proseguo dei lavori di riorganizzazione e, per di più, tenta di beffeggiare il sindacato. Il vaso è colmo e il personale non può più aspettare !!”

Sulla situazione bresciana interviene anche Madonia Gian Luigi, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria Lombardia, che non ha mezzi termini: “La gestione dell’Istituto bresciano ha toccato il fondo. Mai si erano visti provvedimenti, comportamenti e scelte organizzative così contrastanti tra loro. Un caos organizzativo che davvero non ha precedenti. Per quanto ci riguarda, un’enorme delusione consegnata da un dirigente che sembrava volesse costruire chissà cosa, ma che, nei fatti, l’unica cosa che ha saputo costruire è un clima di incertezza e conflittualità. Conflittualità generate da una gestione oscurantista e parziale, con logiche di garantire l’uno rispetto all’altro, di corsie preferenziali nei rapporti con le OO.SS., istituzione arbitraria di posti di servizio, utilizzo improprio degli agenti ed incrementi degli organici in modo unilaterale. Tutto in barba agli accordi ed alle norme. Una gestione che, già da mesi, ha costretto la UIL a proclamare lo stato di agitazione con affissione delle bandiere nell’area d’ingresso dell’Istituto”.

Prosegue Madonia sul comportamento del Direttore bresciano: “Proprio in queste ore, abbiamo inviato l’ennesima missiva a tutti i livelli dell’Amministrazione, nella speranza di svegliare qualche coscienza, che qualcuno si chieda perché vi è in atto una protesta e che vengano avviate le indagini per accertare quanto segnalato. Nel frattempo, il fioccare di provvedimenti assunti dal direttore lascia ben intendere che ci troviamo davanti un “braccio di ferro”, nei confronti di un sindacato che ha osato pretendere trasparenza e rispetto delle regole. Garanzie che a Brescia ormai non esistono più. Sono mesi che ad ogni richiesta di dialogo, riceviamo provocazioni e delegittimazioni. Adesso basta! E’ giunto il momento di rendere noto in che mani si trova un importante istituzione come quella del carcere e in che modo viene gestito il personale di Polizia Penitenziaria”.

Chiude con l’ultimatum il leader regionale della UIL: “Mi sembra evidente che se nelle prossime ore il Dipartimento o il Provveditorato Regionale non assumeranno i provvedimenti necessari per il ripristino delle regole e dei principi di trasparenza, saremo costretti a rivolgerci agli organi di garanzia previsti e, se del caso, al Giudice del Lavoro”.

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