(red.) Nel giugno del 2019 entrerà in vigore il decreto legge sul mercato libero per quanto riguarda l’energia elettrica e il gas. In pratica, non sarà più l’autorità nazionale a decidere le tariffe da pagare in bolletta, ma le singole aziende fornitrici. E il territorio bresciano si sta già portando avanti, tanto che su oltre 755 mila utenze di energia elettrica, più del 45% è passata al mercato libero rispetto al 43% di media nazionale. Stessa percentuale – il 45% – anche per quanto riguarda il passaggio al mercato libero del gas, rispetto al 39,5% nazionale.

L’occasione per parlare di questo deriva dalla campagna informativa che mercoledì 18 luglio A2a ha presentato in città e rivolgendosi ai clienti. La multiutility ha all’attivo in tutta la provincia 395 mila contratti per corrente e gas e che cerca di portare nella metà alla nuova iniziativa di mercato. Per farlo, ha aperto cinque spazi tra Brescia e Milano con diversi consulenti per presentare la novità e, nel caso, fissare un incontro in sede, negli store o a casa per la firma del contratto. Ma da A2a fanno già sapere che questa campagna non sarà porta a porta, ma dovranno essere i cittadini a presentarsi nei vari punti di informazione.

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  1. Per forza, chissà se tutti quelli che sono passati a “libero mercato” ne sono al corrente. A2A ha stalkerizzato per 2 anni implorando di accettare lo SCONTO proposto e scrivendo a CPI 1 le condizioni aggiuntive (di passaggio a libero mercato). Le prime chiamate che telefoniche che ricevevo mi ricordo che le concludevo ringraziando per lo sconto, ma non trovavo motivo per cui dover sottoscrivere un nuovo contratto, alla fine ho dovuto telefonare io ad A2A chiedendo di smetterla per pietà (se non avevo accettato alla ventesima e-mail ed alla decima telefonata probabilmente non era dovuto a mia deficienza cognitiva, semplicemente non ero interessato). Ricevevo offerte di riduzione delle tariffe vincolando la durata contrattuale per almeno tre anni. Mercato libero, appunto.