di Diego Serino
Sono le 17.30 di un freddo pomeriggio di dicembre, anno 2002, c’è già buio, Italo Bonomi, 61 anni, industriale armiero di origine gardonese, esce in auto dalla sua abitazione al Villaggio Prealpino, in compagnia della sua compagna Estela Alimagno, 27 anni, da cinque al suo fianco dopo la separazione dalla ex moglie Laura.
In realtà Italo, da qualche anno, ha lasciato un po’ da parte l’industria armiera, per investire anche in altre attività, tra le quali spicca l’apertura del night Green Cadillac, poi ceduto, e alcune attività immobiliari. Il destino vuole che, contemporaneamente, proprio la ex moglie Laura Premoli di 55 anni ed il suo nuovo compagno, Pierdavide Milesi, 54enne geometra impiegato presso l’Inps, con cui vive nella bergamasca, siano proprio nel garage dell’abitazione, rimasto di proprietà della moglie dopo la separazione.

Tra le due coppie non corre buon sangue, troppi i dissapori legati alle questioni economiche che troppo spesso, purtroppo, accompagnano una separazione. Poco tempo fa, Italo è stato addirittura denunciato per aggressioni alla moglie e anche con Pierdavide si è sfiorata più volte la rissa, come riferito anche dai vicini. Il garage, comunque, è uno dei problemi: è stato assegnato alla donna, ma è pieno di oggetti che appartengono a tutti e due.
Bonomi, nel vedere la moglie ed il nuovo compagno in garage, si infuria e scende dall’auto accompagnato dalla fidanzata filippina. Italo è furibondo, si avvicina al garage minacciando di morte, Milesi. Volano parole grosse tra i due, tanto che le grida vengono sentite anche da Luca, figlio dei due coniugi separati. Il ragazzo 34enne, tuttavia, non riesce ad arrivare in tempo. Dopo le parole, infatti, si passa alle mani: Bonomi colpisce la ex compagna e in quel momento, secondo le testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine, Milesi perde la testa.

Nelle sue mani spunta prima un martello con il quale stordisce Bonomi, poi una pistola, una 7.65. Spara cinque volte. Un colpo va a vuoto. Tre si infilano nella testa e nel torace dell’imprenditore senza lasciargli scampo. L’ultimo ferisce al collo Estella. Quando il figlio arriva e chiama i soccorsi per il padre non c’è più niente da fare. Milesi, intanto, fugge alla volta del suo paese, Zanica. Poche ore dopo si consegna ai carabinieri.

Estella, intanto, lotta tra la vita e la morte, ma qualche giorno dopo si riprende. La sua testimonianza mette nei guai anche un’altra persona. Si, proprio lei, l’ex moglie Laura. Secondo la ragazza Filippina sarebbe stata lei ad incitare l’uomo a premere il grilletto. Per Laura si aprono le porte del carcere.
Si arriva al processo. Da decidere oltre alla pena di Milesi, la corresponsabilità di Laura, e la premeditazione. Per l’accusa questi elementi ci sono tutti. Per la difesa, invece, si è trattata di legittima difesa. In primo grado il giudice non accoglie la premeditazione ma abbraccia la tesi della lite degenerata. Milesi si prende 20 anni e quattro mesi per omicidio, tentato omicidio e porto abusivo di arma, Laura sei anni e otto mesi solo per una piccola parte nel concorso in omicidio.

La donna verrà poi assolta in tutti e due i gradi successivi. Milesi si vedrà la pena ridotta di 3 anni.

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