(red.) Sono un 52enne operaio residente in Valcamonica e un 59enne odontotecnico della Franciacorta i due arrestati da parte delle varie stazioni del comando provinciale dei carabinieri nel bresciano per la detenzione di armi da guerra. L’operazione che ha portato ai due fermi, condotta dal sostituto procuratore di Brescia Ambrogio Cassiani, è arrivata da parte dei militari dopo aver ricevuto una soffiata. Così hanno trovato un arsenale risalente alla seconda guerra mondiale è custodito nelle case dei due. Si parla di fucili, mitragliatrici, baionette e proiettili del periodo nazista, tanto che sono state recuperate alcune custodie con il simbolo dell’aquila.

Sulle tracce dei due “collezionisti” si sono mossi i carabinieri di Vestone, Vobarno, Rovato e Piancogno con quelli della compagnia di Brescia. Tutto il materiale recuperato non era mai stato reso inerte e quindi potenzialmente funzionante, seppur sia probabile che le armi non fossero mai state usate dal momento del possesso. Nella casa di uno degli arrestati c’erano due mitragliatrici MG 34 e MG 42, due fucili MAB, uno cecoslovacco, una baionetta, una pistola a canna, munizioni e caricatori.

Nell’altra abitazione c’erano nove pistole tra semiautomatiche e a tamburo, prodotte anche in Valtrompia. C’erano anche nastri di mitraglia che non posso essere detenuti per legge. Tutto il materiale sequestrato è stato inviato ai carabinieri del Ris per le verifiche del caso, mentre i due arrestati, che si trovano in carcere dopo la convalida, rischiano di rimanere dietro le sbarre per otto anni. Le indagini della procura vanno avanti per capire da dove proveniva l’arsenale e ricostruire la rete di contatti tra i possibili destinatari delle armi.

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