(red.) Da ieri, martedì 9 ottobre, i casi di polmonite da legionella sono diventati ufficialmente 55. Un’altra persona residente nella Bassa bresciana, tra i paesi più colpiti dal contagio, è stata infatti ricoverata all’ospedale Civile di Brescia dove i medici gli hanno diagnosticato con certezza di aver contratto il batterio. Per fortuna le sue condizioni non sono tali da destare pericolo di vita, ma si è resa comunque necessaria la degenza. Tra l’altro, lo stesso massimo ospedale cittadino aveva già avuto in Rianimazione dai primi di settembre due 50enni che, nel periodo in cui era scoppiata l’epidemia, era stata confermata la legionella.

In ogni caso la percentuale resta sotto il 10% tra quelli che hanno contratto il batterio e rispetto agli oltre 600 episodi di contagio da polmonite. Di questo scenario, una precisa causa scatenante non è mai stata trovata, se non nelle torri di raffreddamento di tre aziende a Carpenedolo, Calvisano e Visano positive alla legionella dopo i controlli effettuati dall’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia e portando alle ordinanze di sanificazione.

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