(red.) C’è fermento all’interno della Fondazione Brescia Musei in vista degli obiettivi che si è posta di raggiungere nel corso del 2019. Lunedì 15 ottobre, infine, il consiglio di amministrazione si è riunito per definire il programma delle iniziative da attuare. E al centro di tutto c’è la valorizzazione del Castello. Per il quale Brescia Musei spera di riunire a un tavolo anche il Comune e la Soprintendenza per capire l’impostazione da adottare. Alla metà di novembre riaprirà al pubblico il Museo delle Armi dopo i lavori di restauro che darà spazio a un sistema didattico interattivo e anche a un catalogo. Poi si penserà al Parco delle Sculture che nel corso del 2019 dovrebbe essere realizzato nel giardino a terrazza del Mastio sotto la torre Mirabella per ospitare le opere del lascito di Romeda e di Robert Courtright. Sarà anche riqualificata la casa del custode che ospiterà l’archivio Romeda e sfruttando un’eredità di 5 milioni di euro per il parco e per valorizzare gli artisti contemporanei.

Oltre al Castello, si sta progettando il percorso espositivo della parte archeologica del museo di Santa Giulia, mentre alla Pinacoteca Tosio Martinengo si aspetta la fine dei lavori da parte di palazzo Loggia prima di procedere con l’apertura di una sala conferenze, una didattica e uno spazio per le mostre temporanee. Ma anche del ristorante da gestire, mentre per il cinema Nuovo Eden si sta pensando per il nuovo affidamento del bar. Nel mezzo, si attende nel 2019 il ritorno della statua della Vittoria Alata che si trova all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per i restauri e che in seguito sarà piazzata nell’ala est del Capitolium di Brescia, esattamente il posto dove era stata rinvenuta durante gli scavi archeologici.

E si sta anche definendo il bando per scegliere il nuovo direttore di Brescia Musei dopo che Luigi Di Corato ha annunciato di tornare in Svizzera. In questo scenario, tuttavia, c’è da segnalare la seconda asta andata deserta del bando per assegnare molteplici servizi, di cui l’assistenza culturale e l’ospitalità dei principali musei civici e del Castello. Ma il valore di 34 milioni di euro sarebbe stato considerato eccessivo da parte dei partecipanti. Quindi, sarà direttamente la Fondazione ad occuparsi di tutto, forse esternalizzando qualche servizio.

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