Ci saremmo aspettati che il Sindaco  contattasse  i cittadini di Cremignane e Legambiente, che ha sostenuto la petizione popolare sottoscritta da 104 suoi concittadini per chiedere maggiori chiarimenti e cautele per la nostra salute. Per sapere quali sono i motivi da noi lamentati, Riccardo Venchiarutti  ha invece sentito esclusivamente la proprietà dell’area da trasformare in vigneto.

Vigneto, però, che non sarebbe certo salubre se posto all’interno del centro abitato. Intanto precisiamo che non è vero che fino a 20 anni fa questi terreni erano coltivati a viti: solo il 30% di 16.000  mq2 era già coltivato. Non solo, ma in questi venti anni l’urbanizzazione è cresciuta, spesso sui terreni della stessa proprietà dei vigneti, rendendo più pericolosa e nociva la presenza delle viti. Numerose abitazioni si troverebbero davanti ai filari e al campo giochi dei bambini.

Vista la penetrazione, per noi eccessiva, dentro il tessuto dell’abitato, pensavamo fosse interesse anche del Sig. Sindaco, concordare con i cittadini e la proprietà anche l’orientamento dei filari in base alle aree abitate, alla direzione del vento ed in particolare l’adozione di orari per far si che i prodotti vengano irrorati quando è limitata la presenza della popolazione nell’abitato, oltre che il pieno rispetto del regolamento. Si potrebbe così attivare una gestione virtuosa con la partecipazione informata della popolazione e dell’amministrazione locale.

Ciò a partire dal mantenimento delle maggiori distanze dai confini, che la coltura biologica riduce. Per le aree pubbliche sarebbe utile verificare l’opportunità di istallare alte siepi a maggiore tutela della salute. Su queste questioni crediamo siano opportuni un approfondimento e un confronto, a garanzia della nostra salute.

 

I cittadini firmatari della petizione, Legambiente Basso Sebino

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