(red.) Una nuova tragedia della montagna è avvenuta in Valcamonica, nel bresciano, provocando la morte di un 28enne aspirante guida alpina. A perdere la vita è stato Francesco Cancarini, originario di Brescia, ma residente da qualche tempo a Gardone Valtrompia, che ieri mattina, lunedì 3 dicembre, aveva raggiunto il Tonale nella zona di via Macchia Bianca, al passo Paradiso, tra le province di Brescia e Trento. Mentre, da solo, stava compiendo un’arrampicata su una parete rocciosa ghiacciata, è volato nel vuoto per circa 200 metri. E’ accaduto intorno a mezzogiorno e sono stati due alpinisti trentini, in cordata sulla montagna, ad assistere al tragico volo del giovane. La zona è quella a un’altezza tra i 2.200 e i 2.600 metri e molto amata dagli arrampicatori.

Sono stati proprio i due trentini, dopo aver notato il tentativo del 28enne di ancorarsi più volte con le picche alla neve, a notare Francesco mentre finiva in un buco al limite di una pista da sci al Paradiso. Quindi hanno allertato i soccorsi e sono anche stati sentiti dagli inquirenti in quanto testimoni oculari. Sul posto è arrivato l’elicottero proveniente da Brescia, ma il giovane era già deceduto, probabilmente sul colpo dopo aver riportato le gravi ferite nella caduta. La salma caricata sul velivolo è stata poi condotta all’hangar della Elimast e da qui in un’ambulanza verso il centro di traumatologia del Tonale. Quindi, è arrivato il nulla osta da parte del magistrato e il feretro è stato trasferito da un’agenzia funebre verso la camera mortuaria dell’ospedale di Edolo. Ci sarà poi spazio per gli accertamenti del caso prima di stabilire la data dei funerali. Di quanto accaduto se ne sta occupando la Polizia di Stato delle nevi con i militari del Soccorso alpino di Edolo e le Truppe alpine, oltre ai carabinieri e tecnici del soccorso alpino di Ponte di Legno.

Francesco è l’ennesima vittima delle arrampicate in Valcamonica nel 2018 dopo quelle che avevano colpito Giuseppe Magistri e Bruno Belleri. Appassionato di montagna, Cancarini voleva seguire il percorso del nonno materno vittima anche lui di una caduta in una scalata. Nel 2016 si era iscritto al Collegio del Trentino come guida alpina e doveva sostenere l’esame per avere l’abilitazione. Operava come alpinista tra la Valtrompia e il Sebino, ma anche in Valcamonica. Partecipava alle scalate sempre attrezzato ed era preciso in quello che faceva, come ieri quando avrebbe voluto testare la via di scalata tracciata da due alpinisti e commentando la propria esperienza su internet. Francesco lascia il padre Federico, la mamma Monica Rovetta e il fratello maggiore Lodovico. I genitori sono conosciuti nella sfera politica, tra il padre ex presidente del circolo Martinazzoli-Loda di Libertà Eguale e la madre attuale consigliere comunale a palazzo Loggia per il Partito Democratico. A lei è arrivato il cordoglio da parte del sindaco Emilio Del Bono e del resto del Consiglio comunale. La bacheca social di Francesco su Facebook è stata riempita di messaggi da parte di chi lo conosceva bene per la sua passione.

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