(red.) Una storica campana di bronzo seppellita sotto mezzo metro di terra e nascosta, quindi, al resto della popolazione. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri bresciani della stazione di Artogne che ieri mattina all’alba, martedì 4 dicembre, hanno raggiunto l’abitazione di un uomo di 50 anni a Esine, sempre in Valcamonica, nel bresciano. Il manufatto è della parrocchia di Anfurro di Angolo Terme, ma era stato sganciato dal campanile e posto come sorta di monumento all’esterno dell’oratorio. Qualcuno la notte tra il 16 e il 17 febbraio del 2013 era entrato in azione portando via la campana.

I militari, allertati del colpo, hanno avviato mesi di indagini fino ad ottenere risultati. Il 50enne incensurato e insospettabile che ieri mattina è stato raggiunto dalle forze dell’ordine e denunciato per ricettazione, è infatti ritenuto il mandante di quel furto. Probabilmente aveva intenzione di vendere la campana sul mercato nero, ma nel frattempo l’aveva seppellita nel giardino. Ai militari è stato sufficiente presentarsi con un rilevatore per capire che al di sotto del terreno c’era qualcosa di sospetto. Il manufatto è stato riesumato e confrontato con le fotografie fornite dalla parrocchia derubata. C’era l’anno di produzione, il 1830, così come la particolare crepa che aveva fatto assumere un suono diverso all’impianto.

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