(red.) Dal pomeriggio di ieri, martedì 4 dicembre, la vecchia cascina La Pergola di Rivoltella a Desenzano del Garda, nel bresciano, non ospita più i richiedenti asilo che da tempo si trovavano all’interno dell’edificio come aspiranti profughi. La decisione è arrivata dalla prefettura di Brescia che ha stabilito la chiusura della struttura affittata alla cooperativa Olinda. Non si tratta di un fulmine a ciel sereno, visto che da tempo varie associazioni, ma anche dallo stesso Comune, ritenevano che quella non fosse una sistemazione adatta. Si parla di scarse condizioni igieniche, a partire dall’acqua potabile ma proveniente da un pozzo, oltre ai fondi ridotti per vitto e generi alimentari e la frequenza spesso non rispettata dei pocket money ai richiedenti asilo.

In realtà, la cooperativa che si occupa di questo edificio, ora chiuso, ha sempre parlato di una situazione regolare. Tuttavia, il Comune più volte aveva effettuato dei sopralluoghi, come succede anche in altre sedi ospitanti, per verificare le condizioni. I risultati, confermando la scarsa vivibilità con l’ultimo controllo dello scorso 2 dicembre, avevano raggiunto la prefettura che ha deciso per trasferire i migranti e non utilizzare più quella sede. Una notizia accolta in modo positivo dall’amministrazione e nei confronti dei sedici ragazzi “che ora potranno trovare soluzioni a loro più adatte”. I richiedenti asilo ora si sono visti dividere le strade, tra alcuni trasferiti al centro Pampuri 2 e all’1 di via Moretto e Corsica a Brescia, in città, al Centro di accoglienza straordinaria di Salò e due sono rimasti a Desenzano dopo aver trovato lavoro durante la permanenza.

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