(red.) Una famiglia percepiva 1.500 euro al mese dallo Stato italiano, tramite l’Inps, per l’assistenza al proprio figlio non vedente. Peccato che prendesse una cifra simile anche in Francia dove nel frattempo il nucleo familiare si era spostato. Si tratta di una truffa a cui sono venuti a capo i carabinieri bresciani della stazione di Carpenedolo, paese dove il padre di 49 anni, la moglie di 47 e il loro figlio disabile di 18, di origine tunisina, ma con cittadinanza italiana dal 2014, abitavano. Già, perché in modo formale la famiglia non risultava più residente dal 2018, ma di fatto non si vedeva in paese dal 2015.

E in questo frangente di tempo si è scoperto che il trio incassava una doppia pensione di invalidità per il figlio tra l’Italia, dove non c’era più la residenza, e la Francia (aiuto alla locazione, alloggiamento per educazione speciale, reddito di solidarietà attiva, affitto dell’alloggio) dove si erano trasferiti a Nizza e iscritti all’ente di previdenza transalpino. L’indagine condotta dai carabinieri con l’Inps e in collaborazione con la Polizia della Dogana italo-francese ha dato gli effetti sperati, identificando la famiglia truffatrice. E c’è di più, perché lo stesso nucleo risultava intestatario di una casa popolare dell’Aler a Carpenedolo e che a questo punto verrà loro revocata per una nuova assegnazione.

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