La lettera che Matteo Salvini ha scritto ai bresciani, attraverso il Suo giornale, per rassicurarli sull’operato del governo gialloverde – di cui è ministro dell’Interno – ci puzza di fregatura.
La risposta elude totalmente le (legittime) critiche che sono arrivate nei giorni scorsi da diversi attori della scena produttiva della nostra provincia. Ricordiamo ancora una volta i contenuti della manovra e le ragioni della preoccupazione dei nostri concittadini: uno sforamento del deficit che farà perdere fiducia agli investitori e porterà incertezza
tra gli operatori economici; l’introduzione di ulteriori misure assistenzialiste come il reddito di cittadinanza; la mancanza di un taglio deciso delle tasse come promesso dalla Lega; in generale l’incapacità di rimodulare la spesa pubblica per uno stato che possa essere più leggero ed efficace. Rispetto a questi punti Salvini non entra nel merito, dirottando il discorso sui temi della sicurezza e della legalità.

Peraltro, anche rispetto al DL Sicurezza (grande cavallo di battaglia di questo governo) ci sono delle criticità evidenti che non possiamo esimerci dal sottolineare, come la creazione di nuovi immigrati irregolari, il depotenziamento del programma SPRAR in favore di misure già rivelatesi inefficaci. Come Più Europa non riteniamo che questa sia la strada da seguire; viceversa, siamo favorevoli all’introduzione di canali legalitari per l’entrata da parte di persone di altri paesi, sponsorizzati anche da enti ufficiali, in modo che il fabbisogno lavorativo da parte delle imprese possa essere soddisfatta, senza dimenticare le persone che fuggono da situazioni di guerra, carestia e discriminazione sociale. Noi, diversamente dal ministro dell’interno, proponiamo misure che possano venir incontro ai cittadini e non dei semplici proclami. Signor ministro, anche noi, come tutti i bresciani, abbiamo bisogno di risposte concrete. Non di slogan.

(Per il GRUPPO +EUROPA BRESCIA)
Marco Olivetti

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