(red.) Non solo ricettazione, ma anche detenzione abusiva di arma. Si fa riferimento alla campana di bronzo costruita nel 1830 e di proprietà della parrocchia dei Santi Nazaro e Celso di Angolo Terme, nel bresciano, che era stata rubata a metà febbraio del 2013 e recuperata nei giorni precedenti al 6 dicembre di quest’anno. Il manufatto asportato alla comunità religiosa di Anfurro era stato trovato sepolto sotto terra nel cortile di un’azienda meccanica di Artogne. L’impresa fa riferimento al titolare 53enne e al figlio 28enne che ora sono finiti nei guai anche per un altro motivo.

I carabinieri che hanno condotto le indagini e trovato la campana hanno anche scoperto alcune armi nella disponibilità dei due. Si trattavano di esemplari inertizzati da collezione risalenti alle due guerre mondiali, ma anche un lanciarazzi che viene considerato come un’arma da sparo qualsiasi. E la possedevano senza alcun titolo. Alla scoperta del piccolo arsenale i militari sono arrivati dopo aver sentito gli autori del nascondiglio della campana. Tra l’altro, per questo hanno rivelato di averla acquistata per alcune centinaia di euro da parte di un soggetto che la vendeva. Ma quando hanno scoperto che la provenienza era tutt’altra e temendo conseguenze, avevano deciso di sotterrarla.

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