(red.) Quella di ieri, martedì 8 gennaio, è stata un’altra giornata impegnativa per il reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale Civile di Brescia dopo che sono morti quattro bimbi prematuri nell’arco di una settimana. Dalla direzione sanitaria fanno sapere che in realtà le cause sarebbero diverse tra i singoli casi e solo due di loro avrebbero contratto un’infezione da enterocolite necrotizzante. Per un altro, invece, si parla di grave insufficienza respiratoria – questi tre sono quelli finiti nel mirino dell’inchiesta della procura di Brescia – e infine un quarto che ha perso la vita per una malformazione congenita. In ordine di tempo, si tratta della piccola Nicole mancata lo scorso 30 dicembre, Cristian il 4 gennaio, Marco il 5 gennaio e l’ultimo bimbo di cui è stata data comunicazione lunedì 7 gennaio.

Nel frattempo ieri, martedì, il direttore del reparto Gaetano Chirico e quello dell’ospedale dei Bambini Mauro Ricca hanno incontrato i genitori dei bimbi prematuri per affrontare la situazione e capire cosa stia succedendo. E in questo panorama di tensione sono arrivate anche diverse minacce e insulti via social o mail da parte degli utenti nei confronti della direzione del reparto, ma persino anche verso gli addetti ai lavori, in primis le infermiere. Tanto che si sta valutando di denunciare gli episodi dopo le segnalazioni alla Polizia Postale. Intanto, sempre ieri sono state effettuate le autopsie sui piccoli corpi di Cristian e Marco, deceduti venerdì e sabato scorsi, di cui ha ricevuto l’incarico Dario Raniero di Verona da parte del pubblico ministero Corinna Carrara. La pm su quanto sta accadendo ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo e si dovranno attendere due mesi prima di conoscere i risultati degli esami autoptici.

Subito dopo la venuta alla ribalta degli episodi, dal reparto si è parlato di cause diverse di morte e non legate a un’epidemia. Ma su questo le autopsie faranno luce, anche per capire eventuali responsabilità del personale. E sulla situazione in corso è intervenuto anche il nuovo direttore generale dell’azienda socio sanitaria di Brescia Claudio Sileo, intervistato da Bresciaoggi. “Sono tutte situazioni diverse rispetto a quanto accaduto in estate, quando era scoppiata un’epidemia” ha detto riferendosi al caso dello scorso agosto per il quale 16 tra medici e personale sono ancora indagati per un’altra inchiesta. E non si parlerebbe nemmeno del batterio Serratia marcescens dopo che, proprio per quanto avvenuto in estate, sono stati potenziati i controlli. “Qui i tre morti possono essere una concentrazione statistica anomala, ma meritano un approfondimento oltre l’indagine della procura. Come Commissione vogliamo capire le cause e al momento, per quanto ci è stato possibile studiare, non ci sarebbe correlazione tra le diverse disgrazie accadute ai bimbi” ha detto il direttore al quotidiano.

Nel corso della giornata si è mostrato alla stampa anche il nuovo direttore generale del Civile Marco Trivelli che ha voluto replicare al governatore campano Vincenzo De Luca (“morti 3 bambini all’ospedale di Brescia, non tre formiche, e non è successo niente. A Napoli basta un imbecille che fa una foto a una formica ed è la fine del mondo”). Così Trivelli ha voluto difendere il reparto e la professionalità dell’intera struttura. Il dato che emerge riguarda il fatto che il numero di bambini prematuri che muoiono al Civile è nella media, ma l’idea di quattro venuti a mancare in una settimana sarebbe una casualità. E insieme al collega Fagandini, Trivelli ha anche voluto attaccare i social network parlando di un “circuito informativo parallelo e incontrollabile. È legittimo che un genitore voglia sapere perché suo figlio è morto, è comprensibile che chieda dalla struttura di cura risultati, ma le domande legittime non devono trasformarsi in sospetti a prescindere”. Ma nel frattempo proprio sui social le infermiere del reparto di Terapia intensiva hanno avviato una campagna in cui si immortalano in selfie esprimendo l’orgoglio di lavorare nella struttura bresciana. E chiedono più vicinanza e difesa da parte dei vertici.

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  1. Totale solidarietà al reparto di Terapia Intensiva Neonatale del Civile e un invito alla calma e alla riflessione agli italioti che lo attaccano, presidente Vincenzo De Luca compreso.
    Andrea Breda