(red.) C’è chi ha partecipato alle feste di Natale e Capodanno assistendo a spettacoli pirotecnici, ma c’è anche chi lo ha fatto facendo esplodere petardi e mortaretti nonostante fosse proibito da ordinanze comunali. E persino chi ha celebrato il nuovo anno sparando colpi di pistola. Una serie di situazioni per le quali stanno indagando le forze dell’ordine in provincia di Brescia e che hanno portato anche a dei risultati. A Montichiari, per esempio, è stato rintracciato e denunciato l’individuo che aveva provocato momenti di paura facendo esplodere dei petardi sul sagrato del Duomo durante la messa di Natale. Si tratta di un operaio 37enne del paese che è stato identificato dalla Polizia Locale e che forse potrebbe aver agito con un complice prima di scappare con il favore della nebbia. I tre boati uditi soprattutto da chi si trovava sul fondo della chiesa avevano anche acceso le polemiche visto che in paese era vietata l’accensione di qualsiasi scoppio.

In un’altra parte della bassa bresciana, invece, a Chiari i carabinieri stanno cercando chi avrebbe sparato in strada per l’arrivo del nuovo anno. In effetti, in via Isidoro Clario e come riporta Bresciaoggi sono stati trovati diversi bossoli. Su questo fronte i militari sperano di avere nuovi elementi attraverso le testimonianze dei vicini. E contando anche sull’analisi balistica per risalire al tipo di arma. Infine, a Comezzano Cizzago si è rischiato grosso nel momento in cui una campana di raccolta del vetro è saltata in aria dopo che qualcuno ha infilato all’interno probabilmente un ordigno artigianale. E la deflagrazione ha fatto volare diverse schegge a poca distanza dall’asilo.

La sensazione è che l’autore abbia prelevato della polvere pirica da altri petardi per poi fabbricarne uno con cui provocare il botto. La società che si occupa dei rifiuti ha raccolto i resti della campana in vista di sostituirla. Ma i carabinieri stanno indagando per risalire al vandalo. Non è la prima volta che succede a Comezzano, dopo che nel 2009 un giovane aveva dato alle fiamme con un petardo un autobus di linea a due piani di Saia. Beccato grazie alle telecamere di sorveglianza, venne condannato a sette mesi ma con pena sospesa dopo aver risarcito il danno da diverse migliaia di euro.

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