(red.) La vicenda dei quattro neonati prematuri morti in una settimana nel reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale Civile di Brescia resta ancora al centro del dibattito, ma si sta affievolendo dal punto di vista mediatico. Non a caso, nelle ore precedenti a giovedì 10 gennaio dalla direzione generale dell’ospedale si parlava di una situazione esplosa soprattutto a livello di social network. Nel frattempo nella giornata di ieri, mercoledì, l’ufficio legale della struttura sanitaria ha raccolto i diversi messaggi di minacce e insulti rivolti al primario del reparto Gaetano Chirico e agli operatori, comprese le infermiere. Tutti i casi potrebbero finire in una denuncia contro ignoti che il Civile intende avviare. Sempre ieri la procura di Brescia ha dato il nulla osta per la sepoltura di Cristian e Marco, i due bambini sui quali martedì è stata effettuata l’autopsia.

E nelle stesse ore all’ospedale bresciano sono tornati anche i carabinieri del Nas per raccogliere nuovi elementi che finiranno nell’inchiesta già aperta per omicidio colposo a carico di ignoti. Dall’altra parte, dagli addetti ai lavori si continua a parlare di casualità nel fatto che siano morti quattro bambini nell’arco di una settimana e considerando che in media ogni mese viene purtroppo a mancare un prematuro. Anche se è da ottobre che il fenomeno si era fermato. Intanto, dopo i selfie da parte delle infermiere che si dicono orgogliose di lavorare nel reparto e per aver ricevuto le minacce, via social o mail, stanno ottenendo grande solidarietà attraverso messaggi e attestati di stima. Tanto che nelle ore precedenti a giovedì stanno emergendo anche sui social network i vari cori tramite l’hashtag #iostoconlatindelcivile.

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