(red.) Quella odierna, venerdì 11 gennaio, sarà una giornata triste a Costa Volpino, in provincia di Bergamo, dove alle 14,30 sarà celebrato il funerale di Marco, uno dei quattro bambini prematuri morti in una settimana nel reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale Civile di Brescia. Nel frattempo, con un’inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti ancora in corso e gli esiti delle autopsie su due piccoli attesi entro due mesi, si moltiplicano gli appelli di sostegno al reparto della struttura sanitaria. Una risposta a quanti nelle ore successive alla notizia dei decessi hanno lanciato insulti e minacce via social e mail al reparto di Gaetano Chirico. Tanto che la direzione del Civile sta valutando una denuncia.

Dopo la campagna web di orgoglio manifestato dalle operatrici del reparto, si è aggiunto alla solidarietà anche l’organismo che raccoglie le infermiere. E da ultime sono arrivate le posizioni delle famiglie che hanno figli prematuri ricoverati nel massimo ospedale cittadino, così come da parte della Cgil. Tra le famiglie è emerso come nessun genitore abbia chiesto di trasferire i propri figli in altri reparti o ospedali aldilà dell’allarmismo e riconoscendo il pericolo ancora maggiore in caso di spostamenti. Sono tutti a sostegno dello staff medico per la qualità del servizio offerto.

“Eventuali responsabilità su quanto è accaduto verranno accertate durante l’indagine aperta dalla magistratura, nella quale riponiamo la massima fiducia – si legge in una nota della Cgil.- Consideriamo oltremodo inaccettabili e condanniamo con forza i processi e le gogne virtuali che si sono aperte su questa vicenda. Il reparto di terapia intensiva neonatale dell’Asst Spedali Civili è tra i migliori del nostro paese, lo dicono i numeri di bambini prematuri salvati grazie alla professionalità, disponibilità e all’umanità degli operatori. La salute pubblica é un tema delicato e fondamentale: riguarda ogni singola persona, ogni cittadino, parla del grado di civiltà di un paese, ed i lavoratori e lavoratrici degli Spedali Civili ne sono coscienti e protagonisti, ma anche i primi a farne le spese rispetto alle scelte politiche che vengono fatte.

Dobbiamo evidenziare come in queste occasioni dolorose emerga la tendenza a diffondere dubbi e perplessità sul lavoro svolto dai lavoratori e lavoratrici della sanità, dimenticando che ogni giorno sono proprio queste donne e uomini a garantire il diritto alla salute dei cittadini bresciani (230 accessi giornalieri al pronto soccorso) senza avere quei giusti riconoscimenti sia contrattuali che di valore sociale della funzione svolta. Per questi motivi – termina la nota – accogliamo positivamente la presa di posizione del nuovo direttore generale augurandoci che vengano attuati tutti gli investimenti necessari sia in termini di personale che di attrezzature scientifiche utili a salvaguardare questa e le altre eccellenze presenti nel nostro ospedale”.

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