(red.) Dopo che l’escalation ha assunto una dimensione mediatica a livello nazionale per l’arrivo anche di “Striscia la notizia”, si continua a parlare nel basso lago di Garda bresciano della moria di storni che letteralmente crollano a terra stecchiti durante i loro voli. Tra Desenzano e Sirmione, ma anche sulla sponda bresciana e bergamasca del lago d’Iseo e nella bassa si segnalano centinaia di casi di uccelli morti. Per primi a scoprire questo fenomeno sono stati gli attivisti del Wwf di Brescia e Bergamo che hanno allertato l’Istituto Zooprofilattico inviando alcune carcasse dei volatili.

E si era verificato che si trattava di una salmonella, quindi di infezione batterica e nessuna influenza o peste aviaria. Nemmeno possibili rischi per la salute dell’uomo. Ma il caso è tornato alla ribalta dopo che mercoledì pomeriggio 9 gennaio gli stessi attivisti hanno notato un episodio particolare in località Brema a Sirmione, sul lago. Infatti, c’era un cigno che stava mangiando i resti di una carcassa di uno storno. Un fenomeno oltre natura, considerando che i cigni non sono carnivori.

La scena è stata immortalata e inviata alle autorità sanitarie che stanno cercando di capire cosa stia succedendo, anche se non è escluso si tratti di una forma di sopravvivenza per l’inverno e in mancanza di altro cibo. E ieri, giovedì 10, nella zona di Zattera a Desenzano sono stati trovati altri centinaia di storni morti e rimasti a terra. Ora l’Agenzia di Tutela della Salute dovrebbe invitare i Comuni ad attivare le procedure per far rimuovere le carcasse, smaltirle e igienizzare i luoghi dei vari ritrovamenti, anche per evitare epidemie.

Comments

comments