(red.) Si chiamava Adriano Patrizio Tarzia, 56 anni e nato a Lovere, ma residente da tempo con la famiglia a Piancogno, in Valcamonica, nel bresciano, l’uomo che giovedì pomeriggio 10 gennaio aveva perso la vita in un incidente sull’autostrada A22 del Brennero, tra i caselli di Mantova Nord e Nogarole Rocca. Con il trascorrere delle ore è stata ricostruita la dinamica di quanto successo. L’uomo era alla guida di un furgone di proprietà di una ditta di Lecco e stava rientrando dalla giornata di lavoro quando ha notato che qualcosa non andava al van.

Così ha accostato nella corsia di emergenza, è sceso e ha posto il triangolo per poi verificare il danno. Ma intorno alle 18,30 un altro furgone di un’azienda veronese e condotto da un 43enne bresciano di Breno ha colpito in pieno il 56enne, forse dopo aver perso il controllo per una possibile distrazione. Il ferito è volato per alcuni metri nella scarpata accanto ed è morto sul colpo. A chiamare i soccorsi e gli agenti della Polizia Stradale di Verona Sud sono stati gli occupanti del veicolo in panne. La salma dell’uomo è stata ricomposta all’obitorio dell’ospedale di Mantova in attesa del nulla osta per il funerale in Valcamonica.

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