(red.) La famiglia albanese dei Sallaku, che possiede ville, ristoranti e alberghi tra il Sebino e la Valcamonica, nel bresciano, è finita di nuovo nei guai. Nelle ore precedenti a sabato 12 gennaio cinque fratelli e due delle loro mogli sono stati arrestati per la vicenda delle armi clandestine che erano state trovate lo scorso novembre nella villetta di loro proprietà sul lago d’Iseo. E pensare che a novembre, dopo che erano avvenuti altri arresti per quelle pistole, uno di loro, l’ormai ex presidente del Darfo Calcio Gezim Sallaku, venne scarcerato. Ora, invece, a Canton Mombello a Brescia sono finiti i cinque fratelli, mentre alle donne sono stati concessi i domiciliari.

L’accusa per tutti è di detenzione illegale di armi per quelle tre pistole, di cui una con il colpo in canna e quindi pronta per l’uso, trovate il 5 novembre nel corso di una perquisizione nella villetta sebina dei Sallaku. Per quei fatti finirono in carcere anche i fratelli di Gezim, Taulant e Saimir. Il secondo si prese le colpe del possesso di quelle armi e insieme al primo è rimasto in carcere per un’indagine che aveva portato a far scoprire un traffico di cocaina gestito da italiani e albanesi che abitano nella sponda bresciana e bergamasca del lago d’Iseo.

L’attuale pubblico ministero Paolo Savio che ha portato ai nuovi arresti ha scoperto che le donne finite nei guai avevano concordato una versione dei fatti nel caso fossero sentite e ha anche indagato sul ritrovamento delle armi. Scoprendo così che nel 2015 in realtà quell’intercapedine nel muro del garage non c’era, ma è arrivata in seguito. Di conseguenza ha chiesto e ottenuto dal giudice le nuove ordinanze di custodia cautelare. Subito dopo l’arresto Gezim Sallaku ha parlato di una persecuzione nei suoi confronti, ma insieme agli altri fratelli potrà raccontare tutto negli interrogatori.

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