04/07/2017 60 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Caio Melisso, spettacolo La Scorticata testo e regia di Emma Dante. Nella foto Carmine Maringola

(red.) Lo spettacolo “La scortecata” segna il gradito ritorno sul palcoscenico del CTB di una delle voci più importanti e rappresentative della regia internazionale: Emma Dante. Martedì 15 gennaio, alle ore 20.30, sul palco del Teatro Sociale di Brescia (via F. Cavallotti, 20) prenderà vita la fiaba nera da lei diretta, che vede protagoniste due vecchie sorelle. Una storia riletta in una geniale chiave metateatrale e interpretata da due attori di grandissimo talento, Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola, per una produzione Festival di Spoleto 60 e Teatro Biondo di Palermo.
“Lo cunto de li cunti overo lo trattenimiento de peccerille” di Giambattista Basile, noto anche col titolo di “Pentamerone” (cinque giornate), è una raccolta di cinquanta fiabe raccontate in cinque giornate. Prendendo spunto dalle fiabe popolari, Basile crea un mondo affascinante e sofisticato partendo dal basso. Il dialetto napoletano dei suoi personaggi, nutrito di espressioni gergali, proverbi e invettive popolari, produce modi e forme espressamente teatrali, tra lazzi della commedia dell’arte e dialoghi shakespeariani. Come una partitura metrica, la lingua di Basile cerca la verità senza rinunciare ai ghirigori barocchi della scrittura.

 

“La scortecata” è “lo trattenimiento decemo de la iornata primma” e narra la storia di un re che s’innamora della voce di una vecchia, la quale vive in una catapecchia insieme alla sorella più vecchia di lei: sole e brutte, le due si sopportano a fatica ma non possono vivere l’una senza l’altra. Il re, gabbato dal dito che la vecchia gli mostra dal buco della serratura, invita la sorella più giovane a dormire con lui. Ma dopo l’amplesso, accorgendosi di essere stato ingannato, la butta giù dalla finestra. La vecchia non muore ma resta appesa a un albero. Da lì passa una fata che le fa un incantesimo: diventata una bellissima giovane e il re se la prende per moglie. La sorella, gelosa della felicità raggiunta dall’altra, le chiede così di scorticarla per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova, sperando di poter avere anch’essa un giovane amante.

La riscrittura di Emma Dante, che come nella tradizione settecentesca ha affidato a due uomini i ruoli femminili, attraverso la farsa e il grottesco allude a una condizione esistenziale imperniata sul gioco del teatro, sulla rappresentazione come antidoto alle brutture della realtà e alla morte. In una scena vuota, Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola drammatizzano la fiaba incarnando le due vecchie e il re. Bastano due seggiulelle per fare il vascio, una porta per fare “entra ed esci” dalla catapecchia e un castello in miniatura per evocare il sogno.
La morale secondo Basile: «il maledetto vizio delle femmine di apparire belle le riduce a tali eccessi che, per indorare la cornice della fronte, guastano il quadro della faccia; per sbiancare le pellecchie della carne rovinano le ossa dei denti e per dare luce alle membra coprono d’ombre la vista. Ma, se merita biasimo una fanciulla che troppo vana si da a queste civetterie, quanto è più degna di castigo una vecchia che, volendo competere con le figliole, si causa l’allucco della gente e la rovina di sé stessa».

Biglietti

Intero platea 27€
galleria centrale 19€
galleria laterale 13€

Ridotto gruppi* platea 24€
galleria centrale 17€
galleria laterale 12€

Ridotto speciale** platea 19€
galleria centrale 14€
galleria laterale 11€

Ridotto cambio turno*** platea 10€
galleria centrale 8€
galleria laterale 5€

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