(red.) Dai primi giorni di febbraio quindici richiedenti asilo sono stati sfrattati da tre appartamenti a Mazzano, nel bresciano, ma nel frattempo hanno ricevuto un’altra sistemazione. Cosa è successo? La cooperativa Olinda di Mantova che si occupava della loro sussistenza nelle abitazioni della provincia ha incassato un provvedimento di sfratto perché da mesi non pagava l’affitto alla proprietà. E il motivo è legato alla fonte, cioé al fatto di non ricevere dal ministero degli Interni, tramite, la prefettura di Brescia, le somme giornaliere, cioè i cosiddetti 35 euro per ogni straniero. E di fronte all’impossibilità di pagare l’affitto per dare da mangiare agli ospiti, i richiedenti asilo tutti dai 19 ai 23 anni e provenienti dal Gambia, dalla Nigeria e dalla Costa d’Avorio, hanno dovuto abbandonare gli stabili.

Una preoccupazione, quella della cooperativa, che si riversa anche sul lavoro della stessa realtà, tanto che dicono come da sette mesi non ricevono più i contributi per un importo di circa 100 mila euro e nemmeno stipendiato i lavoratori. Una situazione, quella dei mancati versamenti da parte dello Stato, che riguarda molte realtà di ospitalità in Italia. E il prefetto di Brescia Annunziato Vardè, interpellato dal Giornale di Brescia, sottolinea come i soldi ci siano per coprire le spese fino alla fine del 2019. Il problema? I controlli sono più rigidi e le cooperative, anticipando i soldi che poi verranno rimborsati, devono mostrare documenti corretti.

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