(red.) Da ieri, venerdì 8 febbraio, un uomo di 47 anni residente nella bassa bresciana è agli arresti domiciliari per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ma la sua storia precedente è molto particolare. Infatti, mercoledì 6 mattina si era recato al comando della Polizia Locale di Montichiari per sostenere per l’ultima volta il suo obbligo di firma dopo aver ricevuto una condanna. Infatti, nello scorso mese di dicembre era stato bloccato mentre in casa aveva tre etti tra cocaina e hashish, ma anche 46 piante di marijuana che stava coltivando all’interno del proprio giardino in una vera e propria serra.

Per quel motivo l’uomo venne condannato a 3 anni e otto mesi di reclusione, ma convertiti nell’obbligo quotidiano di firma per consentirgli di continuare a lavorare come operaio in azienda. E durante questi mesi il 47enne si era sempre comportato bene, tanto che il tribunale di sorveglianza è stato pronto a revocargli l’obbligo di firma. Tuttavia, proprio mercoledì, nel pomeriggio, gli agenti della municipale hanno voluto di nuovo raggiungere la sua abitazione temendo che continuasse con l’attività illegale.

E infatti in casa aveva un etto e mezzo di droga pronto allo spaccio, 1.300 semi di canapa indiana e 935 euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita e quindi sequestrati. Soldi che l’uomo aveva giustificato come somme straordinarie per il proprio lavoro. Nella giornata di ieri, venerdì 8, è stato sottoposto al rito per direttissima e stavolta per lui è arrivata la detenzione casalinga.

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