(red.) Una madre e il suo compagno sono stati condannati ieri, venerdì 8 febbraio, dal tribunale di Brescia per aver prodotto e tenuto del materiale pedopornografico. Con la collaborazione, suo malgrado, della figlia della donna che non sapeva a cosa servissero quelle indicazioni fornite dalla madre. E l’accusa finale per i due alla sbarra è andata dalla produzione alla detenzione e divulgazione del materiale “hot”. I fatti sono riferiti al periodo tra il 2013 e il 2017 in un paese dell’alta Valcamonica, nel bresciano, quando la vittima aveva dai 10 ai 14 anni. Sembra che la donna avesse invitato la figlia a spogliarsi e a muoversi in un certo modo, coinvolta anche in atteggiamenti molto intimi proprio da parte di lei stessa.

Senza sapere che l’intera scena veniva immortalata da una telecamera. E il girato era stato poi consegnato al compagno della donna. A questo si è arrivato nel momento in cui lo stesso uomo avrebbe inviato dei messaggi a una ragazzina, ma questa si sarebbe rivolta alla propria madre. Quindi, era scattata l’indagine con la perquisizione della casa dell’individuo. E nella videocassetta incriminata, che l’uomo aveva cercato di riciclare con un altro contenuto, sono state trovate le immagini a luci rosse. Ieri nel processo con rito abbreviato la donna 42enne è stata condannata a 3 anni e quattro mesi, mentre l’uomo 47enne ha ricevuto 2 anni e otto mesi. La figlia è stata tolta alla madre e affidata all’ex marito della donna che si è costituito parte civile. Ma per i due condannati è in arrivo un’altra indagine per presunta violenza sessuale sulla stessa ragazzina, perché sarebbe stata costretta a palpeggiare il fidanzato della madre.

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