(red.) Ieri, lunedì 11 febbraio, in occasione della giornata europea del 112, le porte della centrale operativa di via Spalto San Marco a Brescia si sono aperte ad alcune decine di visitatori per capire il funzionamento degli operatori intorno al numero unico di emergenza. Numero gestito da Areu dal dicembre del 2014 e che in Lombardia ha sostituito gli altri numeri diretti. Alla centrale arrivano le chiamate di tutta la provincia di Brescia, ma anche di Sondrio, Mantova, Cremona, Lodi e Pavia per un bacino di 3 milioni di cittadini. Nel 2018 sono state oltre un milione le chiamate e in media 3.800 quelle giornaliere. Ma ci sono anche altri numeri che possono essere preoccupanti, soprattutto per la scarsa informazione e l’incisività del servizio.

Infatti, meno della metà sono le chiamate corrette che gli operatori possono processare, perché il resto sono errori o scherzi. Senza dimenticare che c’è persino chi chiama il 112 per avere informazioni su come rinnovare il passaporto oppure per conoscere gli orari di ambulatori e guardie mediche. Nella centrale operativa bresciana lavorano 41 operatori sui tre turni e in media il centralinista risponde dopo 3,5 secondi, mentre in neanche un minuto e mezzo i mezzi di soccorso sono già in grado di muoversi per raggiungere il posto della segnalazione. Questi sono gli elementi forniti dal coordinatore Lorenzo Biasio che ha parlato anche dell’app Where Are U come altra possibilità di attivare i soccorsi georeferenziati se le chiamate sono complicate.

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