(red.) Nessun segno di violenza sul corpo della 54enne trovata senza vita sabato mattina scorso 9 febbraio in un’area degradata e abbandonata di via Nullo, a ridosso del cimitero Vantiniano di Brescia. La conferma a ciò che era già emerso da un primo esame rapido quel giorno è arrivata ieri mattina, lunedì 11, dall’istituto di Medicina Legale dell’ospedale Civile dove è stata effettuata l’autopsia. Quindi, si è trattato di un decesso per cause naturali dovuto allo stato di salute precario della donna, la cui vita era contraddistinta dalla marginalità e dall’uso di sostanze stupefacenti. Nelle prossime ore si attendono i risultati anche degli esami tossicologici e non si esclude che la morte sia avvenuta per un’overdose.

L’unico elemento che l’esame autoptico ha fatto notare è proprio un danno all’apparato respiratorio, quindi conseguenza dell’abuso di sostanze. E il corpo già debilitato ha fatto il resto, portandola al decesso. Tra l’altro la 54enne era già nota alle forze dell’ordine proprio per la sua abitudine nel mondo della droga e del degrado, tanto da commettere anche piccoli furti per acquistare le dosi. E viveva da nomade alla continua ricerca di giacigli di fortuna. A trovarla sabato mattina era stato un altro individuo con un presente simile a quello della donna e che era tornato sul posto dopo essere stato scarcerato e per riprendersi qualche effetto personale che aveva dovuto abbandonare prima di finire dietro le sbarre.

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