(red.) Ieri, martedì 12 febbraio, dal tribunale di Brescia è arrivata la sentenza di primo grado nell’ambito del processo sul presunto sistema di appalti assegnati agli “amici” in Valcamonica, nel bresciano. Tra gli imputati alla sbarra c’era anche l’ex sindaco di Malonno Stefano Gelmi che si dimise proprio per l’indagine a suo carico. In questa prima sentenza sono arrivate sei condanne, sei patteggiamenti e un’assoluzione. Niente corruzione, però, per i tre imputati che erano accusati di questo reato, tra cui proprio l’ex primo cittadino. Tuttavia, Gelmi è stato condannato a 3 anni e quattro mesi per turbativa d’asta.

Nel corso del processo, celebrato con rito abbreviato, è stata assolta la segretaria della Centrale Unica di Committenza dell’Unione delle Alpi Orobie Morena Piloni che venne arrestata e posta ai domiciliari prima di essere liberata dal tribunale del Riesame. Altre condanne a 2 anni per Remo Fona e Domenico Mora, 1 anno e quattro mesi per Giuseppina Lanzetti, Alberto Avanzini e Silvano Andreoli. Patteggiamenti, invece, a 2 anni e otto mesi per Andrea Cattaneo, 1 anno per Nicola Taddei, 4 mesi per Michele Coatti, dieci mesi per Alfio Panighetti, 8 mesi per Daniele Carnazzola, 2 anni e quattro mesi per Rocco Mastaglia. Altri tre imputati, invece, hanno scelto il dibattimento. L’inchiesta era stata condotta dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani e portando all’arresto, tra gli altri, dell’ex sindaco. Nei prossimi 45 giorni saranno depositate le motivazioni.

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