(red.) I primi a lanciare i frequenti allarmi alla Polizia Locale e ai carabinieri sono stati i genitori che notavano i propri figli minorenni tornare a casa ubriachi. E uno di questi era finito persino in coma etilico. Per questo motivo a Leno, nel bresciano, le forze dell’ordine si sono messe al lavoro per circa un mese con tanto di controlli e attività condotte da agenti in borghese. Si è così scoperto che due locali, agli estremi opposti del paese, ma a due passi dall’oratorio, luogo frequentato dai giovani, vendevano alcolici, ma anche superalcolici ai minori non solo di 18, ma anche di 16 anni.

Quando gli operatori hanno verificato queste condizioni, per i due bar sono scattate multe per 1.000 euro ciascuno. Ma uno dei due rischia molto di più. Infatti, non erano presenti i prezzi esposti per la merce in vendita e pare che i titolari e addetti non avessero seguito i necessari corsi regionali professionali e sanitari per somministrare alimenti. Quindi, oltre al rischio di una maxi sanzione da 20 mila euro, potrebbe arrivare la sospensione dell’attività.

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