(red.) Lala Kamara sarebbe morta strangolata da qualcuno che conosceva. L’autopsia è ancora da effettuare sul corpo della 26enne senegalese cresciuta in provincia di Brescia e con cittadinanza italiana, ma alcuni segni trovati sul collo della ragazza fanno ritenere questo. Sono gli ultimi aggiornamenti, al momento, che arrivano da Manchester, in Inghilterra, dove la giovane è stata trovata senza vita nell’appartamento di Denton Court che condivideva con altre due ragazze africane. Il delitto si è consumato sabato sera 9 marzo intorno alle 22,35 nel momento in cui la Polizia aveva ricevuto una chiamata per una donna rinvenuta morta in casa. E quando le forze dell’ordine avevano raggiunto quell’appartamento, all’interno c’erano i due senegalesi di 21 e 25 anni che dal primo momento sono indiziati e in stato di fermo. Non hanno confessato, ma il fatto che fossero presenti in quegli istanti fa ritenere che non fossero semplici testimoni, ma in stato di accusa.

In più, uno di loro sarebbe parente di una delle coinquiline, quindi Lala Kamara li avrebbe conosciuti entrambi. Il motivo del delitto? Forse una richiesta di soldi alla quale la 26enne si sarebbe opposta. In ogni caso, da domenica 10 marzo, quando la notizia ha raggiunto l’abitazione della famiglia a Ponte San Marco di Calcinato, dove abita da circa dieci anni dopo essere vissuta a Lonato del Garda, a Manchester è presente il padre Alliance. Ha chiesto informazioni agli inquirenti, ma non è potuto entrare nella casa del delitto perché sotto sequestro. E a rendere ancora più drammatico il racconto di quanto sarebbe successo è il destino che ha riguardato la giovane. Da tre anni in Inghilterra dopo gli studi nel bresciano, aveva lavorato come babysitter a Londra, poi in una catena di fast food, ma infine era riuscita a superare un concorso e lunedì 11 avrebbe iniziato il suo primo giorno come infermiera in un ospedale.

Ma 48 ore prima qualcuno le ha tolto la vita. Da fonti degli inquirenti inglesi, l’indagine potrebbe risolversi in circa quindici giorni e nel frattempo è stato già stabilito che Lala Kamara sarà riportata in Senegal per le esequie e la tumulazione. Intanto anche dal consolato italiano a Manchester fanno sapere di seguire la vicenda, così come dalla Farnesina in Italia. E la procura di Brescia, in contatto con la Polizia inglese, ha già aperto un’inchiesta contro ignoti. Ma aldilà delle indagini, è anche il momento del cordoglio e del dolore che sta coinvolgendo le due comunità di Lonato e Calcinato.

Nel primo paese, dove la famiglia ha abitato, Lala Kamara e altri familiari sono pazienti del medico di famiglia Roberto Tardani sindaco. A Calcinato, invece, il primo cittadino Marika Legati aveva conferito la cittadinanza italiana alla madre della 26enne. Dolore anche in famiglia, a Ponte San Marco, dove a parlare per tutti è il fratello della vittima, Ibrahim di 27 anni. Racconta di aver sentito per telefono la sorella minore il giorno prima del delitto e che non sembrava avesse problemi, ma anzi fosse contentissima di iniziare il nuovo lavoro. Cordoglio anche da parte dell’istituto superiore contabile turistico Polo-Bazoli di Desenzano dove nel 2011-12 Lala Kamara aveva conquistato la maturità.

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