(red.) Nuovi aggiornamenti investigativi da Manchester, in Inghilterra, dove sabato scorso 9 marzo in un’appartamento a Denton Court è stata trovata senza vita la 26enne senegalese, ma cresciuta nel bresciano, Lala Kamara. Infatti, sarebbe solo uno l’indiziato per il delitto dell’africana. Si tratta di Mustapha Dia, 21 anni, che nelle ore precedenti a giovedì 14 marzo è stato già sentito dagli inquirenti britannici e nei suoi confronti è scattata la custodia cautelare. Resta sospettato anche l’altro senegalese che era con lui quella sera, un 25enne ora tornato in libertà, ma nel suo caso non ci sarebbero prove di un eventuale concorso in delitto. Nel frattempo proprio ieri, mercoledì 13, l’indiziato è stato condotto in tribunale per l’udienza preliminare e domani, venerdì 15, ritornerà nell’aula giudiziaria quando la corte gli contesterà l’omicidio.

E’ anche emerso che il 21enne avrebbe frequentato quell’appartamento che la bresciana di origine senegalese condivideva da tre anni con altre tre ragazze. Anzi, il giovane avrebbe anche vissuto in quelle stanze per un certo periodo di tempo. La famiglia di Lala Kamara, residente da dieci anni a Ponte San Marco di Calcinato, nella bassa bresciana, attende notizie dal consolato generale d’Italia a Londra e anche dal padre Alliance che dall’inizio della settimana si trova a Manchester per seguire da vicino le indagini. E si attende anche di capire quando sarà effettuata l’autopsia sul corpo della ragazza. Quel sabato sera, quando i soccorritori erano entrati nell’abitazione in seguito a una chiamata proveniente dal posto, avevano allertato la Polizia proprio perché sembrava una morte sospetta.

In effetti, sono emersi dei segni sul collo riconducibili a un caso di strangolamento, ma secondo la madre chi l’ha uccisa le ha anche legato le mani dietro la schiena per poi colpirla più volte, ma senza usare armi. E la sensazione, in attesa di conoscere la ricostruzione ufficiale, è che l’omicidio sia maturato nell’ambito di una rapina, alla quale probabilmente Lala si era opposta. Nel frattempo in Italia continua il dolore per questo delitto e la comunità senegalese si sta stringendo alla famiglia della 26enne. Sabato 16 marzo dalle 10 alle 17 in un capannone di via Molini 32 a Lonato del Garda si terrà una lunga cerimonia per dare l’addio alla ragazza. I sindaci di Lonato e Calcinato, Roberto Tardani e Marika Legati hanno già confermato la loro partecipazione.

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