(red.) I “migranti forzati”costretti a lasciare le loro case per guerre, carestie ed epidemie erano a fine 2017 ben 68 milioni, di questi oltre 40 milioni sono sfollati interni, mentre 23 milioni sono quelli costretti ad emigrare in altri paesi per l‘immediato pericolo di morte per sé o per i propri famigliari. Sono questi ultimi i rifugiati ed i richiedenti asilo. L’accoglienza, contrariamente a quanto si pensi, grava in misura massiccia sui paesi in via di sviluppo (85% dei casi): Turchia, Pakistan, Uganda, Libano. Tali paesi si trovano al confine di zone teatro di guerre, spesso generate da interessi occidentali e alimentate dalla vendita di armi alle diverse parti in conflitto.

Le cause climatiche, già oggi presenti, sono destinate ad aggravarsi nel futuro. L’ONU prevede il movimento forzato per 70 milioni di persone da qui al 2030 nella sola Africa.

Clima alterato e instabilità socio-politica generano diminuzione della produzione agricola e quindi insicurezza alimentare. Negli ultimi 10 anni i disastri naturali hanno colpito 1,7 miliardi di persone e ne hanno ucciso 700.000. Hanno causato più 100 miliardi di dollari di perdite economiche all’anno, soprattutto in paesi più poveri. Nazioni Unite, G7, Unione Europea, Banca Mondiale e Stati hanno finalmente ammesso il legame tra riscaldamento globale, pace e migrazioni.

15 marzo 2019 MARCIA GLOBALE PER IL CLIMA Brescia ore 9,00 piazzale Arnaldo

15 marzo 2019 PRESIDIO ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA Brescia Corso Zanardelli ore 17,00-19,00

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