(red.) Prima il depuratore di Gavardo, poi in seguito quello di Montichiari, entrambi per la sponda bresciana dell’alto e basso lago di Garda. Il presidente della Provincia di Brescia Samuele Alghisi ha sintetizzato quanto emerso nell’incontro con i sindaci del bacino del fiume Chiese interessato dalla depurazione. Il primo lotto, quello di Gavardo e compreso il collettore, dovrebbe richiedere fino a 5 anni di lavori. E in base all’ipotesi di Acque Bresciane il progetto potrebbe autofinanziarsi con 100 milioni di euro dal ministero già stanziati e altri da recuperare nella bolletta dell’acqua. Con l’arrivo del collettore valsabbino saranno chiusi quelli piccoli tra la Valtenesi e la Valsabbia.

Il primo lotto costerà circa 50-60 milioni di euro e potrà avere creare scarichi diversi in base alla stagionalità e situazione idrica. Un’opera che può alimentarsi anche con il 10% della tassa di soggiorno nell’arco di otto anni per consentire progetti di infrastrutture o miglioramento ambientale. Entro la fine del 2019 dovrebbe essere pronto il progetto definitivo per poi iniziare i cantieri nel 2020. In seguito si punterà sul depuratore di Montichiari la cui necessità verrà valutata dopo che l’impianto di Gavardo andrà a regime. Ma a fronte di questa situazione che si sta delineando, i sindaci contrari sono già pronti alle barricate con una serie di esposti e ricorsi.

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