(red.) Arrivano altri aggiornamenti sul fronte della morte di Manuela Bailo, la ragazza bresciana di Nave che sarebbe stata uccisa nella notte tra il 28 e il 29 luglio dall’amante Fabrizio Pasini nella casa della madre di lui a Ospitaletto e poi trovata senza vita nei pressi di una cascina ad Azzanello, nel cremonese, intorno a Ferragosto. Nei giorni precedenti a venerdì 15 marzo, come riporta Bresciaoggi, i carabinieri del Ris di Parma hanno depositato una relazione relativa alle tracce di sangue trovate nella lavanderia dell’abitazione e nell’auto usata da Pasini per trasportare, come pensano gli inquirenti, il cadavere della giovane. Dagli elementi emerge che l’arma del delitto non sarebbe ancora stata trovata.

Infatti, per gli inquirenti Manuela Bailo sarebbe stata sgozzata, ma sui quattro coltelli trovati e analizzati non sono state riscontrate tracce ematiche della vittima. In questo scenario, il 48enne attualmente in carcere ha sempre rivelato che la donna sarebbe morta dopo una spinta dalle scale in seguito a una lite, ma per l’accusa le sarebbe stata recisa la gola. Depositata la relazione sulle tracce di sangue, nei giorni successivi sono attesi altri risultati per quanto riguarda le impronte digitali trovate nell’abitazione teatro del delitto e nell’auto di Pasini. In seguito la procura di Brescia che ha aperto l’inchiesta potrebbe chiudere le indagini, mentre la difesa di Pasini punterà all’incidente probatorio per dimostrare che quelle ferite sul collo non sarebbero da coltellate.

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