Foto di archivio

(red.) Tra i vigneti di una zona della Franciacorta, nel bresciano, sembra di essere tornati indietro nel passato di qualche secolo. Infatti, tramite il noto marchio “Bellavista” e il titolare Vittorio Moretti, non si usano più trattori e mezzi cingolati per arare i campi, ma i cavalli. Operano su una decina di ettari a Erbusco e sono un esemplare bretone, un ungherese e due “percheron”.

La procedura prevede come attrezzo un aratro a mano che viene trascinato dagli equini e portando dei risultati positivi anche al prodotto finale in bottiglia. Oltre all’ossigenazione del terreno, il calpestare da parte dei cavalli porta allo scambio organico e ossigeno a livello superficiale. Al contrario, i mezzi meccanici rendono la terra meno fertile e con un drenaggio più difficoltoso.

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